La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5935/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'Austria per il reato di truffa. La ricorrente sosteneva che, essendo parte del reato avvenuta in Italia, si dovesse applicare il rifiuto facoltativo alla consegna. La Corte ha chiarito che tale rifiuto è possibile solo in presenza di un'effettiva volontà dello Stato italiano di esercitare la propria giurisdizione, dimostrata da indagini in corso, e non per un mero interesse potenziale. Ha inoltre ribadito che, dopo le riforme del 2021, il mandato di arresto europeo è un atto autosufficiente e non necessita dell'allegazione del titolo cautelare. Infine, la tutela della vita familiare è stata bilanciata con la condizione che la persona, in caso di condanna, sconti la pena in Italia.
Continua »