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Legge 354/1975

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849 provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando le censure sono generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un detenuto per presunte condizioni detentive inumane. Le censure sono state ritenute generiche e non specifiche, sia riguardo al calcolo dello spazio vitale che ad altre lamentele, configurando una richiesta di riesame dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Detenzione domiciliare e reati ostativi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la detenzione domiciliare ai sensi della L. 199/2010. Il soggetto stava scontando un cumulo di pene, comprensivo di una condanna per un reato ostativo. La Corte ha ribadito il principio secondo cui il cumulo di pene non può essere scisso per concedere tale beneficio, neanche se la pena per il reato ostativo fosse già stata espiata, data la natura specifica della misura che si basa su requisiti oggettivi e non su una valutazione discrezionale.
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Termine ordinatorio e misure alternative: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del termine di 45 giorni per la decisione sulle misure alternative alla detenzione. Un ricorso basato sul superamento di tale scadenza è stato dichiarato inammissibile, poiché si tratta di un termine ordinatorio, la cui violazione non invalida la decisione del Tribunale di sorveglianza, che nel caso di specie aveva rigettato l'istanza per l'irreperibilità del condannato.
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Revoca semilibertà: guidare senza patente è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime di semilibertà a cui era stata revocata la misura per aver guidato senza patente. La Corte ha stabilito che la necessità di recarsi al lavoro non giustifica la violazione e che la valutazione dei fatti spetta esclusivamente al giudice di merito, confermando la revoca semilibertà.
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Arresti domiciliari: salute e esigenze cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva gli arresti domiciliari per motivi di salute. La Corte ha ritenuto che, nonostante un errore di diritto del tribunale precedente, la decisione di negare la misura fosse corretta a causa delle eccezionali esigenze cautelari e dell'elevata pericolosità sociale del soggetto, tali da rendere inadeguata qualsiasi misura diversa dalla detenzione in carcere. Le condizioni di salute, pur richiedendo cure, non sono state giudicate assolutamente incompatibili con il regime carcerario.
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Patteggiamento esdebitazione: stop alla cancellazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore fallito non può ottenere l'esdebitazione (la liberazione dai debiti residui) se ha precedentemente definito la sua posizione penale per bancarotta fraudolenta con una sentenza di patteggiamento. La Corte ha chiarito che, ai fini della legge fallimentare, il patteggiamento è equiparato a una sentenza di condanna e costituisce un ostacolo insormontabile per accedere al beneficio, a meno che non intervenga la riabilitazione. Questa decisione conferma che il nesso tra patteggiamento esdebitazione è negativo per il debitore.
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Difesa funzionario PA: quando è inefficace in giudizio
Un ex detenuto ha agito in giudizio contro il Ministero della Giustizia per differenze retributive relative al lavoro svolto in carcere. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la difesa del Ministero, inizialmente affidata a un proprio dipendente, era proceduralmente invalida. La normativa che consente la difesa funzionario PA non si applica al lavoro carcerario, assimilato a un rapporto di diritto privato. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione sollevata dal funzionario è stata dichiarata inesistente, portando alla conferma della condanna al pagamento integrale delle somme richieste dal lavoratore.
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Competenza giudice risarcimento detenuti: la Cassazione
Un detenuto condannato all'ergastolo chiede un risarcimento per condizioni di detenzione inumane. Nasce un conflitto tra giudice civile e magistrato di sorveglianza. La Cassazione chiarisce la questione sulla competenza del giudice per il risarcimento detenuti: il ricorso per regolamento di competenza è inammissibile e la competenza spetta al magistrato di sorveglianza, anche per il solo ristoro economico.
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Permesso premio ostativo: la Cassazione decide
Con la sentenza n. 52139 del 11/12/2019, la Cassazione Penale, Sez. 1, ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto in regime ostativo per mancata collaborazione. Applicando la storica sentenza della Corte Costituzionale n. 253/2019, la Corte ha affermato che la presunzione assoluta di pericolosità per il non collaborante è incostituzionale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla sussistenza di legami con la criminalità, aprendo la via al beneficio anche senza collaborazione, in un'ottica di valorizzazione del percorso rieducativo. La decisione è cruciale per il tema del permesso premio ostativo.
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