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Legge 328/2000

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24 provvedimenti

Assegno di natalità: illegittimo negarlo a stranieri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11438/2025, ha stabilito che l'assegno di natalità deve essere concesso anche ai cittadini extracomunitari che non possiedono un permesso di soggiorno di lungo periodo. Basandosi su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 54/2022), ha dichiarato illegittima la norma che limitava il beneficio, estendendolo a tutti gli stranieri autorizzati a lavorare in Italia, in quanto la precedente esclusione era discriminatoria e violava i principi costituzionali di uguaglianza e di sostegno alla famiglia.
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Responsabilità comune capofila: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12141/2025, ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando la sua responsabilità diretta per le obbligazioni derivanti da un rapporto di lavoro instaurato nell'ambito dei servizi sociali associati (Ambito territoriale). Una lavoratrice aveva ottenuto in appello il riconoscimento dell'illegittimità della reiterazione di contratti a termine e il conseguente risarcimento del danno. La Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di una distinta personalità giuridica dell'Ambito territoriale, la responsabilità comune capofila è diretta e non meramente rappresentativa. È stato inoltre confermato il diritto della lavoratrice al risarcimento del cosiddetto "danno comunitario" per l'abusiva successione di contratti a termine.
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Contratti PA: no a proroghe senza impegno di spesa
Una casa di cura ha fornito servizi a un Comune dopo la scadenza della convenzione, chiedendone il pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che nei contratti PA la prestazione di un servizio non è sufficiente per creare un obbligo di pagamento. È indispensabile un contratto scritto e un formale impegno di spesa preventivo, principi inderogabili a tutela delle finanze pubbliche. La cosiddetta "proroga di fatto" o la tolleranza dell'ente non possono superare queste rigide regole.
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Fideiussione retta RSA: quando è valida? La Cassazione
Una fondazione ha richiesto il pagamento delle spese di una casa di riposo al figlio della residente, che aveva firmato come garante. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la fideiussione retta RSA, considerandola parte di un servizio pubblico non negoziabile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la quota alberghiera della retta riguarda una prestazione di natura privata. Di conseguenza, il contratto di garanzia per tale quota è pienamente valido. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del contratto e del diritto di recesso del garante.
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