La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33845/2019, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la revisione della rendita catastale di un immobile non può basarsi unicamente sullo scostamento tra valore di mercato e valore catastale medio della microzona. La Corte ha sottolineato la necessità di una motivazione specifica e puntuale che indichi gli elementi concreti (qualità urbana, ambientale, caratteristiche edilizie) che giustificano il nuovo classamento, per tutelare il diritto del contribuente a conoscere le ragioni dell'atto. È stato inoltre confermato che non sussiste un obbligo di sospensione del processo tributario in attesa della decisione del giudice amministrativo su atti generali.
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