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Legge 3 febbraio 1989, n. 39

7 provvedimenti

Provvigione Mediatore Immobiliare: Prova Iscrizione Valida con Certificato CCIAA
Un Mediatore ha richiesto la Provvigione mediatore immobiliare per la vendita di un immobile. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la sua domanda, sostenendo che non aveva provato la sua iscrizione all'albo dei mediatori, requisito essenziale. La Cassazione ha accolto il ricorso del Mediatore. Ha stabilito che l'iscrizione all'albo può essere dimostrata anche con prove indirette, come un certificato della Camera di Commercio che attesti l'attività di 'agente di affari in mediazione per immobili'. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso a un nuovo esame, riconoscendo al Mediatore la possibilità di dimostrare il suo diritto alla provvigione con mezzi diversi dalla prova diretta.
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Provvigione mediatore immobiliare: niente soldi senza albo
Un'agenzia immobiliare ha citato in giudizio la proprietaria di un immobile per ottenere il pagamento del compenso professionale a seguito dell'accettazione di una proposta di acquisto, poi non sfociata nella vendita definitiva a causa di abusi edilizi. La proprietaria ha eccepito la mancata prova dell'iscrizione dell'intermediario all'albo professionale. I giudici hanno respinto la domanda dell'agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato che per esigere la provvigione mediatore immobiliare è indispensabile dimostrare l'iscrizione al ruolo professionale, costituendo tale requisito una condizione fondamentale dell'azione giudiziaria che il giudice può verificare anche d'ufficio.
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Provvigione Mediatore Immobiliare: Diritto Confermato, Ma la Divisione è Equa
Un Mediatore Immobiliare ha chiesto la provvigione per la vendita di un immobile. Il Compratore e l'Azienda Venditrice si sono opposti, contestando l'iscrizione del mediatore all'albo e l'efficacia del suo operato, sostenendo l'intervento di un altro agente. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del Mediatore alla provvigione, ribadendo che l'iscrizione all'albo è un requisito essenziale ma può essere provata anche per presunzioni. Ha inoltre stabilito che, in caso di più mediatori, la provvigione si divide in parti uguali se non è dimostrabile un diverso apporto. La sentenza ha rigettato entrambi i ricorsi, confermando la ripartizione della provvigione.
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Vende casa da solo? No provvigione con clausola penale eccessiva
Un'agenzia immobiliare chiedeva il pagamento della provvigione ai proprietari di un immobile, venduto direttamente da loro, in virtù di una clausola contrattuale che prevedeva il compenso anche in caso di vendita privata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che tale clausola costituisce una clausola penale eccessiva. Questa condizione, infatti, crea un grave squilibrio a danno del consumatore, imponendo un pagamento sproporzionato anche quando l'agenzia non ha contribuito alla conclusione dell'affare. Di conseguenza, la clausola è stata dichiarata nulla e la richiesta dell'agente immobiliare è stata respinta.
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Provvigione mediatore incarico unilaterale: la prova è cruciale
Un agente immobiliare, incaricato dal venditore, mette in contatto le parti per la vendita di un immobile e, a contratto concluso, chiede la provvigione anche al compratore. Quest'ultimo si rifiuta, sostenendo che l'agente agiva solo nell'interesse del venditore. La Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla provvigione del mediatore con incarico unilaterale: il diritto al compenso da parte del contraente non 'cliente' sorge solo se l'agente dimostra in modo inequivocabile che quest'ultimo era consapevole e aveva accettato il suo ruolo di intermediario imparziale. Poiché la Corte d'Appello aveva ragionato in modo illogico su questo punto, la sua decisione è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Provvigione mediatore: spetta anche al collaboratore?
Un acquirente si opponeva al pagamento della provvigione a un'agenzia immobiliare, sostenendo che il collaboratore che gli aveva mostrato l'immobile non era iscritto all'albo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore è dovuta, poiché è sufficiente l'iscrizione dell'agenzia. L'attività del collaboratore, se meramente materiale e accessoria, non necessita di iscrizione personale e non invalida il diritto alla provvigione dell'impresa mandante.
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Diritto alla provvigione: quando spetta all’agente?
La Corte di Cassazione conferma il diritto alla provvigione di un'agenzia immobiliare anche se la compravendita è stata conclusa direttamente tra le parti dopo la scadenza del mandato. Secondo la Corte, è sufficiente che l'attività dell'intermediario costituisca l'antecedente necessario per la conclusione dell'affare, avendo messo in relazione i contraenti. L'intervento di un collaboratore non iscritto all'albo per la sola visita dell'immobile non inficia tale diritto.
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