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Legge 3 aprile 2001, n. 142

13 provvedimenti

Indennità di disoccupazione soci cooperative: i limiti
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento dell'indennità di disoccupazione all'ente previdenziale dopo il licenziamento e la contestuale esclusione da due società cooperative. I fatti si riferivano a periodi di impiego precedenti all'anno 2012. L'ente di previdenza ha negato il sussidio, sostenendo che le cooperative di lavoro fossero escluse dal relativo obbligo assicurativo fino alla riforma normativa del 2012. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'ente. La Corte ha chiarito che il diritto all'indennità di disoccupazione soci cooperative non spetta per i periodi anteriori all'entrata in vigore della riforma Fornero, confermando l'esenzione contributiva speciale prevista dal regime previgente.
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Socio cooperativa: niente indennità di disoccupazione prima 2012
Una lavoratrice ha cessato il proprio rapporto di lavoro come socia di una cooperativa nel 2010. La donna ha chiesto all'ente previdenziale l'erogazione del sussidio economico. L'ente ha negato la prestazione a causa del quadro normativo vigente all'epoca dei fatti. La Corte d'Appello aveva inizialmente accolto le ragioni della lavoratrice, ritenendo irrilevante l'omesso versamento contributivo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito della causa, dando ragione all'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che, prima della riforma del 2012, i soci lavoratori delle cooperative di servizi erano esclusi per legge dall'assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Di conseguenza, per i periodi precedenti a tale riforma, non spetta alcuna indennità di disoccupazione.
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Socio lavoratore di cooperativa: la paga oraria batte lo statuto
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato una cooperativa edile per oltre 33.000 euro, contestando l'omesso versamento di contributi per presunti dipendenti. La cooperativa e il suo liquidatore hanno impugnato il provvedimento, sostenendo che i prestatori fossero semplici soci artigiani legati da un rapporto mutualistico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura subordinata delle prestazioni. I giudici hanno chiarito che, per qualificare la figura del socio lavoratore di cooperativa, non conta il nome formale dato al rapporto, ma le modalità pratiche di svolgimento. Nel caso specifico, i lavoratori ricevevano una paga oraria, compilavano rapporti giornalieri ed erano soggetti al potere direttivo e disciplinare della società, elementi tipici del lavoro dipendente.
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Esclusione Socio Cooperativa: Credito Incerto, Ricorso Respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della delibera di esclusione di un socio da una cooperativa per il mancato pagamento delle quote sociali. I soci si erano difesi opponendo in compensazione un presunto credito per retribuzioni non pagate. Tuttavia, la Corte ha stabilito che un credito può essere usato in compensazione solo se è certo, liquido ed esigibile. Poiché il credito dei soci non era stato accertato giudizialmente, la loro pretesa è stata respinta e l'esclusione socio cooperativa è stata ritenuta valida. Il ricorso dei soci è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese legali.
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Disoccupazione soci cooperative: no ai contributi pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22797/2024, ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970, l'assicurazione contro la disoccupazione è stata estesa solo a partire dal 1° gennaio 2013. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per maturare il diritto all'indennità. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione di merito che aveva riconosciuto il diritto dei lavoratori. Si afferma così il principio della non retroattività della tutela per la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92 del 2012.
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Disoccupazione soci cooperative: no indennità pre-2013
Una lavoratrice, socia di una cooperativa, si è vista negare l'indennità di disoccupazione (ASPI). La Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello, ha confermato che la tutela contro la disoccupazione soci cooperative, per le categorie incluse nel d.P.R. 602/1970, è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2013 con la Legge 92/2012. Di conseguenza, i periodi contributivi precedenti a tale data non sono validi per il calcolo del beneficio.
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Disoccupazione soci cooperative: no benefit pre-2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5935/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di cooperative rientranti nel d.P.R. 602/1970 non hanno diritto all'indennità di disoccupazione per i periodi antecedenti al 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che l'estensione della tutela contro la disoccupazione soci cooperative, introdotta dalla legge n. 92/2012, non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i contributi versati prima di tale data non possono essere utilizzati per raggiungere il requisito contributivo necessario all'ottenimento del sussidio. La Suprema Corte ha così cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto il diritto ai lavoratori, rigettando le loro domande originarie.
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Indennità ASpI socio cooperativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative, la tutela contro la disoccupazione involontaria e la relativa indennità ASpI socio cooperativa sono state introdotte solo a partire dal 1° gennaio 2013 con la Legge n. 92/2012. L'ordinanza ribalta una precedente decisione di merito, chiarendo che la normativa speciale (d.P.R. 602/1970) prevale su quella generale e non includeva tale copertura prima del 2013.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32295/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per i facchini soci di cooperativa non può essere agganciato alla retribuzione effettiva. La Corte ha affermato il principio "lex posterior generalis non derogat priori speciali", sostenendo che la disciplina speciale prevista dall'art. 42 del d.P.R. 1124/1965 non è stata tacitamente abrogata dalle successive leggi generali sul lavoro in cooperativa. La modifica di tale premio richiede un apposito decreto ministeriale, non essendo sufficiente una circolare dell'INAIL.
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Premio speciale unitario: la Cassazione decide
La Cassazione stabilisce che il 'premio speciale unitario' per le cooperative di facchinaggio non è stato abrogato dalla normativa del 2001 sulla retribuzione. La disciplina speciale prevale su quella generale (lex specialis derogat legi generali), e non può essere applicato un calcolo basato sulla retribuzione effettiva per il periodo contestato. La modifica del regime richiede un apposito decreto ministeriale.
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Lavoro in cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha contestato una richiesta di contributi previdenziali, sostenendo l'autonomia dei suoi soci lavoratori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il rapporto di lavoro in cooperativa era di natura subordinata. La decisione si è basata su indici concreti come l'assenza di rischio d'impresa per i soci, la natura elementare e predeterminata delle mansioni e l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale, rendendo dovuti i contributi richiesti dall'ente previdenziale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società cooperativa contro la pretesa contributiva dell'ente previdenziale. Il caso verteva sulla corretta qualificazione rapporto di lavoro dei soci, considerati dall'ente come lavoratori subordinati e non autonomi. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che, per determinare la natura del rapporto, è decisivo l'effettivo svolgimento della prestazione (etero-organizzazione, assenza di rischio d'impresa, mansioni ripetitive) piuttosto che la qualifica formale data dalle parti nel contratto.
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Bancarotta fraudolenta operazioni dolose: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta per operazioni dolose a carico del presidente di una cooperativa che ha sistematicamente omesso il versamento dei contributi, mascherando il lavoro subordinato sotto la forma di cooperativa artigiana. Il dissesto, derivante dal debito accumulato, è stato ritenuto conseguenza prevedibile di una condotta fraudolenta. La Corte ha invece annullato con rinvio la condanna per bancarotta documentale, ritenendo necessaria una più approfondita valutazione del dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori.
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