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legge 29 maggio 1982, n. 297

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TFR Aggiuntivo Nullo: Dipendente Condannato a Restituire i Soldi
Un ente pubblico erogava a un ex dipendente un'indennità aggiuntiva di anzianità prevista da un regolamento interno. Successivamente, l'ente ha agito in giudizio sostenendo che si trattasse di un TFR aggiuntivo, contrario alla legge e quindi nullo. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente, stabilendo che qualsiasi trattamento di fine rapporto che si aggiunge a quello legale è illegittimo. Il lavoratore è stato quindi condannato a restituire la somma percepita, poiché il pagamento non rientrava in un accordo transattivo più ampio e violava una norma imperativa.
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Fondo di Garanzia INPS: No al pagamento se l’azienda è ceduta
Una lavoratrice, dopo una cessione d'azienda, viene formalmente licenziata dalla vecchia società (poi fallita) e subito riassunta dalla nuova. La lavoratrice chiede e ottiene il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia INPS. L'INPS, però, revoca il pagamento. La Cassazione dà ragione all'INPS, stabilendo un principio chiaro: il Fondo non interviene se il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con un nuovo datore di lavoro solvibile. In questi casi, è il nuovo datore a dover pagare i crediti del lavoratore, in virtù del vincolo di solidarietà previsto dalla legge. Il licenziamento è stato considerato un atto fittizio che non giustifica l'intervento del fondo pubblico.
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Termine breve impugnazione: appello INPS tardivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello di un ente previdenziale, rimasto contumace in primo grado, è inammissibile se proposto oltre il termine breve impugnazione di 30 giorni. Tale termine decorre dalla notifica personale della sentenza di primo grado. La Corte d'Appello aveva erroneamente esaminato il merito, ma la Cassazione ha annullato la decisione, ripristinando la vittoria della lavoratrice, a causa del vizio procedurale insanabile.
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Fondo di Garanzia INPS: vale la conciliazione
Una lavoratrice si è vista negare il pagamento dell'ultima mensilità dal Fondo di Garanzia INPS perché la sua azione giudiziaria era successiva al termine di 12 mesi. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il periodo di dodici mesi, entro cui devono rientrare i crediti del lavoratore, si calcola a ritroso dalla data del tentativo obbligatorio di conciliazione e non dall'avvio della causa. Questa decisione protegge i diritti del lavoratore, evitando che i tempi di una procedura obbligatoria possano pregiudicare il suo accesso alle tutele.
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Fondo di garanzia: no ultime mensilità se troppo lontane
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del fondo di garanzia per TFR e ultime tre mensilità a seguito della liquidazione giudiziale del datore di lavoro. Il Tribunale ha accolto la domanda per il TFR (pagato in corso di causa) ma ha respinto quella per le retribuzioni, poiché maturate in un periodo che non rientrava nei dodici mesi precedenti l'apertura della procedura concorsuale, come richiesto dalla legge.
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TFR contratti a termine: diritto al pagamento immediato
Una lavoratrice con plurimi contratti a termine presso una Pubblica Amministrazione ha citato in giudizio l'ente previdenziale per il mancato pagamento del TFR alla scadenza di ogni contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che per i TFR contratti a termine il diritto alla liquidazione sorge alla cessazione di ogni singolo rapporto di lavoro, e non solo al termine definitivo del servizio. La Suprema Corte ha ribadito che il TFR ha natura di retribuzione differita e il suo pagamento è legato alla conclusione del rapporto di lavoro, non a quello previdenziale.
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Trattamento di fine rapporto: calcolo e contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di passaggio da un rapporto di pubblico impiego a tempo indeterminato a un incarico dirigenziale a termine di diritto privato con lo stesso ente, il rapporto di lavoro deve considerarsi unitario. Di conseguenza, il trattamento di fine rapporto va calcolato sull'intera anzianità di servizio e parametrato all'ultima retribuzione, quella più elevata percepita durante l'incarico dirigenziale, respingendo la tesi della frammentazione dei periodi lavorativi sostenuta dall'amministrazione regionale.
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Fondo di garanzia TFR: titolo esecutivo obbligatorio
Una lavoratrice ha citato in giudizio l'INPS per ottenere il pagamento del suo TFR dal relativo Fondo di Garanzia, a seguito dell'insolvenza del suo datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che l'ottenimento di un titolo esecutivo preventivo nei confronti del datore di lavoro è un requisito essenziale e imprescindibile per poter accedere al Fondo di garanzia TFR, anche nel caso in cui la società datrice di lavoro sia stata cancellata dal registro delle imprese.
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