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legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1

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Nullità della notifica: appello fiscale bloccato da un errore
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, emerge un vizio procedurale: l'atto è stato notificato all'Avvocatura dello Stato invece che direttamente all'Agenzia delle Entrate, che non era difesa dall'Avvocatura nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della notifica, specificando però che si tratta di un vizio sanabile e non di un errore irreparabile. Di conseguenza, ha sospeso il giudizio e ha ordinato alla società di ripetere la notifica in modo corretto entro 60 giorni. La decisione finale sul merito della controversia e sulla richiesta di definizione agevolata è stata quindi posticipata per garantire il rispetto delle regole processuali.
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Accertamento di valore: Fisco chiede 255k, causa sospesa
Una società immobiliare vende due terreni dichiarando un prezzo di 900.000 euro. L'Agenzia delle Entrate, tramite un accertamento di valore immobiliare, stabilisce che il valore reale è di oltre 2 milioni di euro, richiedendo circa 255.000 euro di tasse aggiuntive. La società contesta la valutazione, basata su confronti con altri immobili. Arrivata in Cassazione, la causa viene però sospesa. La società ha infatti chiesto di aderire alla 'definizione agevolata', una sorta di sanatoria fiscale. La Corte ha quindi rinviato la decisione finale, in attesa di vedere se il contribuente riuscirà a chiudere la lite pagando una somma ridotta, come previsto dalla nuova legge.
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IMU su area demaniale: il Comune vince? Causa sospesa in attesa
Un'azienda, concessionaria di un fabbricato su un'area demaniale marittima, ha ricevuto avvisi di accertamento dal Comune per il mancato pagamento di ICI e IMU. Le commissioni tributarie avevano dato ragione all'azienda, negando la competenza del Comune. L'ente locale ha quindi fatto ricorso in Cassazione, sostenendo la piena legittimità della richiesta di pagamento dell'IMU su area demaniale da parte del concessionario. La Suprema Corte, tuttavia, non ha deciso nel merito la controversia. Ha invece sospeso il processo perché l'azienda ha aderito a una definizione agevolata (una sorta di sanatoria fiscale). La questione su chi debba pagare le imposte resta quindi in sospeso, in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una società tecnologica aveva impugnato un avviso di accertamento per redditi non dichiarati e costi non deducibili. Dopo un lungo iter giudiziario arrivato fino in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari, nota come "rottamazione". A seguito del completo pagamento, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, esercente attività di installazione di impianti idraulici, ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. Dopo aver ottenuto ragione in appello, il caso è giunto in Cassazione. Qui, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della lite, presentando la domanda e la prova del pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la normativa sulla definizione agevolata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8855/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario in seguito all'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La controversia, originata da una riqualificazione fiscale operata dall'Agenzia delle Entrate, non è stata decisa nel merito, poiché l'accesso alla procedura di sanatoria ha prevalso, chiudendo definitivamente il contenzioso.
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Definizione agevolata e processo: la Cassazione rinvia
Un contribuente, in pendenza di un ricorso in Cassazione contro alcune cartelle di pagamento, aderisce alla definizione agevolata. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, chiarisce che la sola adesione non è sufficiente a estinguere il giudizio. L'estinzione è subordinata all'effettivo e completo pagamento delle somme dovute. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio della causa per consentire la verifica del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
Un contribuente impugna un avviso di accertamento basato su accertamento sintetico (redditometro). Dopo un lungo contenzioso che arriva fino alla Corte di Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuta definizione, dichiara estinto il processo senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Accertamento presuntivo: il mutuo svela il prezzo
Un imprenditore edile ha contestato un accertamento presuntivo basato su maggiori ricavi dalla vendita di immobili. L'Agenzia delle Entrate ha utilizzato come prova principale l'erogazione di mutui agli acquirenti per importi superiori ai prezzi dichiarati. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale metodo, stabilendo che un singolo elemento presuntivo, se grave e preciso come lo scostamento tra mutuo e prezzo, è sufficiente per giustificare la rettifica. La Corte ha inoltre specificato che il giudice tributario non può decidere secondo equità, ma deve applicare strettamente le norme di diritto.
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