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Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10

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32 provvedimenti

Rimborso IVA beni strumentali: la proprietà non conta
Una società si è vista negare il rimborso dell'IVA per un impianto fotovoltaico costruito su un terreno in affitto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per il rimborso IVA beni strumentali ciò che conta è l'effettivo utilizzo del bene nell'attività d'impresa (principio di strumentalità) e non la proprietà formale dello stesso. La Corte ha adottato un'interpretazione estensiva, in linea con il diritto europeo, chiarendo che il termine 'acquisto' significa disponibilità giuridica del bene e 'bene ammortizzabile' si riferisce a qualsiasi bene di investimento a utilità pluriennale.
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Classificazione Titoli Junior: Cassazione e imposte
Una società deduceva la svalutazione di titoli 'Junior' derivanti da cartolarizzazione, classificandoli come attivo circolante. La Cassazione ha confermato la ripresa fiscale dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la corretta classificazione titoli junior è tra le immobilizzazioni finanziarie, data la loro natura di investimento durevole e i vincoli alla loro alienabilità, rendendo la svalutazione indeducibile ai fini IRES.
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Riduzione base imponibile IMU: la Cassazione decide
Una società ha richiesto la riduzione della base imponibile IMU per un complesso industriale in disuso. La Corte di Cassazione ha chiarito che il silenzio del Comune non equivale ad assenso (silenzio-assenso). Ha però accolto il ricorso su un punto cruciale: la necessità di applicare una rendita catastale ridotta con effetto retroattivo. La Corte ha stabilito che i giudici precedenti avevano errato nel non considerare la rideterminazione della rendita, rinviando il caso per una nuova valutazione del tributo dovuto.
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Rendita catastale: omessa pronuncia e rinvio
Una società industriale ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo una riduzione per inagibilità e l'applicazione di una rendita catastale errata. La Corte di Cassazione, pur respingendo le altre doglianze, ha accolto il motivo relativo alla rendita catastale. La Corte ha stabilito che il giudice d'appello aveva omesso di pronunciarsi sulla questione della rettifica retroattiva della rendita da parte dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Obbligo dichiarativo ICI: la Cassazione ripensa il caso
Un contribuente non ha presentato la dichiarazione ICI dopo che il suo terreno è diventato edificabile a seguito di un nuovo piano urbanistico. La Corte di Cassazione, considerando che il Comune era intrinsecamente a conoscenza della variazione, mette in discussione l'assoluta necessità dell'obbligo dichiarativo. Data l'importanza della questione, che tocca i principi di buona fede e collaborazione, il caso è stato rinviato a una pubblica udienza per una decisione di principio.
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Convenzione urbanistica IMU: validità e limiti
Una società immobiliare contestava un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto a un'aliquota agevolata in virtù di una convenzione urbanistica IMU stipulata con il Comune prima dell'introduzione del tributo. La Corte di Cassazione ha confermato che la convenzione è vincolante per il Comune, che non poteva applicare un'aliquota superiore a quella minima prevista dalla nuova legge. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito perché il giudice, invece di annullare l'atto, avrebbe dovuto ricalcolare l'imposta dovuta applicando la corretta aliquota e la corretta base imponibile.
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Deducibilità costi lavoro autonomo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 940/2025, si è pronunciata sulla deducibilità dei costi per i lavoratori autonomi. Il caso riguardava un professionista che si era visto contestare dall'Agenzia delle Entrate la deduzione di diverse spese, tra cui l'acquisto di quadri, utenze per un immobile a uso promiscuo e minusvalenze. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente e accolto quello dell'Agenzia, chiarendo che per la deducibilità dei costi è sempre necessario dimostrare il requisito dell'inerenza con l'attività professionale. In particolare, ha stabilito che i costi per immobili a uso promiscuo sono deducibili al 50% solo se il professionista non dispone di un altro immobile ad uso esclusivo nello stesso Comune.
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Aliquota Irap promotore finanziario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un promotore finanziario deve essere soggetto all'aliquota IRAP ordinaria del 4,25% e non a quella maggiorata prevista per banche e società finanziarie. La decisione si fonda sia sull'interpretazione della normativa regionale toscana, che non include i promotori nelle categorie soggette a maggiorazione, sia sull'efficacia vincolante di una precedente sentenza (giudicato) tra le stesse parti che aveva già risolto la medesima questione. Di conseguenza, l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che applicava l'aliquota Irap promotore finanziario maggiorata, è stato annullato.
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Rendita catastale retroattiva: quando è possibile?
Una società ha richiesto la correzione della propria rendita catastale per un errore di calcolo, domandandone l'applicazione retroattiva. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rifiuto è sempre impugnabile. Tuttavia, ha chiarito che la rendita catastale retroattiva si applica solo se l'errore originario è imputabile all'Ufficio e non al contribuente. Nel caso di errore del contribuente, la rettifica ha efficacia solo per il futuro (ex nunc).
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Cessazione materia del contendere: accordo e rinvio
Una società impugna una cartella di pagamento fino in Cassazione. Durante il processo, raggiunge un accordo di ristrutturazione del debito con l'Agenzia delle Entrate. La Corte, rilevato l'accordo, non decide nel merito ma emette un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa che le parti formalizzino la cessazione materia del contendere.
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Emendabilità dichiarazione: correggere errori è un diritto
Una società si è vista negare un'agevolazione fiscale per un investimento in energie rinnovabili a causa di un'iniziale incertezza normativa. L'Amministrazione Finanziaria ha emesso cartelle di pagamento, sostenendo la decadenza dal diritto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, ribadendo il principio di emendabilità della dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito che la dichiarazione è un atto di scienza e può essere sempre corretta per far valere un diritto, anche in sede contenziosa, per garantire che il contribuente paghi solo quanto effettivamente dovuto per legge.
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Imposta sostitutiva rivalutazione: no interessi rateali
Con la sentenza n. 34616 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V Civile, ha stabilito un principio fondamentale in materia di imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni. Il caso riguardava una società che, avvalendosi della L. 350/2003, aveva pagato l'imposta in tre rate annuali senza interessi. L'Agenzia delle Entrate pretendeva gli interessi sulle rate successive alla prima. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, chiarendo che se la legge fissa un preciso piano di rateizzazione senza menzionare gli interessi, questi non sono dovuti. Il pagamento entro le scadenze legali è considerato tempestivo e non può generare oneri accessori.
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