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legge 27 febbraio 2009, n. 13

5 provvedimenti

Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte sia della società ricorrente principale che di quella incidentale. La Corte ha compensato le spese tra queste due, ma ha condannato la ricorrente principale a pagare le spese del condominio controricorrente, poiché quest'ultimo non aveva formalmente accettato la rinuncia, applicando il principio della soccombenza.
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Esenzione TARI rifiuti speciali: la Cassazione decide
Una società produttrice di imballaggi impugnava avvisi di pagamento TARI, sostenendo che alcune aree dello stabilimento producessero solo rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione TARI rifiuti speciali (per la sola quota variabile) il contribuente deve provare quali aree producono tali rifiuti e il loro corretto smaltimento. I regolamenti comunali che assimilano rifiuti speciali non assimilabili per legge (come gli imballaggi terziari) devono essere disapplicati.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione decide
Una società produttrice ha contestato l'applicazione delle tasse sui rifiuti (TARES e TARI) per le aree industriali dove si generano rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo valido un precedente accordo su una riduzione forfettaria. La Corte di Cassazione, con la sentenza qui analizzata, ha annullato tale decisione, chiarendo i principi sulla tassazione rifiuti speciali. Ha stabilito che spetta al contribuente dimostrare quali aree sono da escludere dalla parte variabile del tributo e che un accordo pregresso non è vincolante per gli anni futuri. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata sulla prova fornita dall'azienda.
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Giurisdizione TIA1: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione stabilendo che le controversie relative alla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA1) per periodi d'imposta antecedenti al 31 maggio 2010 rientrano nella competenza del giudice tributario. Il caso riguardava un avviso di accertamento per l'anno 2005. La Suprema Corte ha ribadito la natura tributaria della TIA1, considerandola una variante della precedente TARSU, e ha chiarito la ripartizione della giurisdizione TIA1 rispetto alla successiva TIA2, di natura non tributaria.
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