La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24402/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per un'area fabbricabile. Il caso verteva sulla determinazione del valore venale area edificabile. La Corte ha stabilito che la valutazione del Comune, basata su atti di compravendita di terreni simili, era adeguatamente motivata. Ha inoltre ribadito che, per i tributi locali, il contraddittorio preventivo non è obbligatorio per gli accertamenti "a tavolino" e che l'onere della prova del maggior valore spetta all'ente impositore, onere che in questo caso è stato ritenuto assolto.
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