LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 265/2002

5 provvedimenti

Inquadramento superiore: la firma non basta per essere Quadro Direttivo
Una lavoratrice ha chiesto l'inquadramento superiore come quadro direttivo, sostenendo che le sue mansioni di funzionario della riscossione coattiva comportassero elevate responsabilità e poteri esterni. Dopo un primo accoglimento e un annullamento della Cassazione (Cass. n. 33378/2018), il giudice di rinvio ha respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha ora dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice. Ha ribadito che il mero potere di firma di atti di riscossione, pur con valenza esterna, non basta a dimostrare i poteri negoziali e l'autonomia richiesti per l'inquadramento superiore. L'Azienda ha vinto e la lavoratrice deve pagare le spese legali.
Continua »
Svalutazione delle partecipazioni: fisco battuto sui versamenti
Un'azienda italiana, socia unica di una controllata estera colpita da un grave incendio, ha azzerato e ricostituito il capitale di quest'ultima, deducendo interamente come perdita sia il valore della partecipazione sia i versamenti per coprire il deficit oltre il capitale (cosiddetti versamenti sottozero). L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la deduzione immediata, ritenendola una svalutazione da ripartire in cinque anni. La Corte di Cassazione ha chiarito che la svalutazione delle partecipazioni derivante dal ripristino del capitale va effettivamente ammortizzata in cinque quote annuali. Al contrario, i versamenti sottozero effettuati per coprire le perdite eccedenti il patrimonio netto sono immediatamente deducibili come spese d'esercizio. La sentenza è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
Continua »
Spese di lite: vittoria parziale e condanna errata
Un cittadino ha impugnato un'intimazione di pagamento per diverse cartelle esattoriali. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritta solo una cartella ma, nonostante questa vittoria parziale, ha condannato il cittadino al pagamento integrale delle spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione sulle spese di lite, stabilendo che una parte parzialmente vittoriosa non può essere condannata a pagare le spese dell'avversario; al massimo, le spese possono essere compensate.
Continua »
Interruzione prescrizione: prova ammessa in appello
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'intimazione di pagamento, focalizzandosi sul tema dell'interruzione prescrizione. La Corte ha stabilito che la prova documentale dell'interruzione, anche se prodotta tardivamente in primo grado, è ammissibile in appello. Questo perché l'eccezione di interruzione della prescrizione è un'eccezione in "senso lato", rilevabile d'ufficio dal giudice, e nel rito del lavoro il magistrato ha ampi poteri istruttori per accertare la verità dei fatti.
Continua »
Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in un caso di prescrizione contributi previdenziali. Ha inoltre rigettato il ricorso dell'ente impositore, chiarendo che la prescrizione quinquennale in materia previdenziale è un principio di ordine pubblico e non può essere rinunciata, neanche con una richiesta di rateizzazione successiva alla sua maturazione.
Continua »