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legge 26 luglio 1975, n. 354

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131 provvedimenti

Proroga 41-bis: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro la proroga del regime detentivo speciale 41-bis. L'ordinanza chiarisce che, per estendere tale misura, non sono indispensabili fatti nuovi, essendo sufficiente una valutazione ponderata della persistente pericolosità del detenuto e della sua mancata dissociazione dall'organizzazione criminale. La Corte sottolinea che una motivazione adeguata sul ruolo del condannato e sull'assenza di elementi positivi di recupero giustifica la proroga.
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Giustizia riparativa: Cassazione annulla semilibertà
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva concesso la semilibertà a un detenuto condannato all'ergastolo per gravi reati di mafia. La Corte ha ritenuto insufficiente il percorso di giustizia riparativa intrapreso dal condannato, consistente nel mero invio di una lettera di scuse. Secondo i giudici, per i reati ostativi, le iniziative riparative devono essere concrete, strutturate e proporzionate alla gravità dei crimini, non potendosi esaurire in gesti meramente simbolici e tardivi.
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Deposito telematico impugnazione: errore indirizzo PEC
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che il deposito telematico di un'impugnazione cautelare deve essere effettuato all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell'ufficio giudiziario competente a decidere, e non a quello che ha emesso il provvedimento. L'errore nell'individuazione del destinatario comporta l'inammissibilità dell'atto, e il rischio di tale errore ricade interamente sulla parte impugnante.
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Proroga 41-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che, in sede di legittimità, non si possono contestare le valutazioni di merito sulla pericolosità attuale del soggetto, ma solo le violazioni di legge. Poiché il provvedimento impugnato era adeguatamente motivato sulla persistenza dei legami con l'associazione criminale, il ricorso è stato respinto.
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41-bis: proroga legittima senza fatti sopravvenuti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime detentivo speciale 41-bis. La Corte ha stabilito che per la proroga non sono necessari fatti nuovi, essendo sufficiente accertare la persistenza della pericolosità sociale del soggetto e la sua capacità di mantenere collegamenti con l'organizzazione criminale di appartenenza. La decisione si è basata sulla perdurante operatività del sodalizio e sull'assenza di segni di ravvedimento da parte del detenuto.
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Diritti dei detenuti: uso CD e limiti del 41-bis
La Corte di Cassazione ha stabilito che la regolamentazione degli orari per l'utilizzo di un lettore CD da parte di un detenuto in regime 41-bis rientra nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza sottolinea la differenza tra il diritto in sé (ascoltare musica) e le sue modalità di esercizio, che possono essere limitate per esigenze di sicurezza e organizzative. Pertanto, il divieto di utilizzo notturno non costituisce una lesione dei diritti dei detenuti, ma una legittima scelta gestionale.
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41-bis: quando è legittima la proroga del carcere duro?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto condannato all'ergastolo contro la proroga del regime speciale di detenzione 41-bis. La Corte ha stabilito che per giustificare la proroga non è necessaria la prova certa dei collegamenti con l'associazione criminale, ma è sufficiente una 'ragionevole probabilità'. La decisione si è basata sul profilo criminale del soggetto, sulla persistente operatività del suo clan e sulla sua condotta in carcere, che non ha mostrato alcun segno di ravvedimento.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché le censure del ricorrente, relative alla mancata consegna di un foglietto illustrativo di un farmaco, sono state ritenute manifestamente infondate e una mera ripetizione di argomenti già esaminati in precedenza. La Corte ha confermato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Stampa regime 41-bis: legittima la limitazione
Un detenuto sottoposto al regime speciale ha contestato il divieto di ricevere la stampa locale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la limitazione della stampa nel regime 41-bis è legittima se basata sulla pericolosità attuale del soggetto e sui suoi collegamenti con organizzazioni criminali operanti a livello nazionale, al fine di prevenire comunicazioni illecite.
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Regime detentivo 41-bis: Cassazione su proroga
La Corte di Cassazione ha confermato la proroga del regime detentivo 41-bis per un elemento di vertice di un'organizzazione criminale. Nonostante i segnali di ravvedimento e una confessione, la Corte ha ritenuto prevalente il rischio concreto di riattivazione dei contatti con il clan, ancora operativo, giustificando così il mantenimento del cosiddetto 'carcere duro'.
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Benefici penitenziari: onere della prova del detenuto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto per reato ostativo, negando i benefici penitenziari. La sentenza sottolinea che, ai sensi dell'art. 4-bis ord. pen., l'onere di provare l'assenza di legami con la criminalità e l'adempimento delle obbligazioni civili ricade interamente sul condannato, non essendo sufficiente la sola buona condotta carceraria.
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