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Legge 26 febbraio 2011, n. 10

7 provvedimenti

Riscossione mutuo vittime usura: Protezione vs. Obbligo di Restituzione
Una vittima di usura aveva ricevuto un mutuo agevolato da un ente pubblico, ma non ha restituito le rate. L'ente ha avviato la riscossione tramite cartella di pagamento e iscrizione a ruolo. La vittima ha contestato questa modalità, sostenendo che la riscossione mutuo vittime usura con tali strumenti fosse incompatibile con la sua protezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'ente può utilizzare la riscossione coattiva, poiché la protezione delle vittime (concessione di mutui) è distinta dall'obbligo di restituire le somme in caso di inadempimento, come previsto nell'atto di concessione. La sentenza ha quindi dato ragione all'ente.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e contratti bancari
Due clienti hanno citato in giudizio una banca per presunte irregolarità su un conto corrente e un mutuo con ammortamento alla francese, tra cui l'anatocismo. Dopo la reiezione in Appello, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in toto, confermando la sentenza precedente. I motivi sono stati respinti perché criticavano la valutazione dei fatti del giudice di merito, potere non concesso in sede di legittimità.
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Trattenimento in servizio: P.A. non può licenziare
Un dipendente di un'agenzia pubblica, dopo aver ottenuto l'autorizzazione al "trattenimento in servizio" per proseguire l'attività lavorativa oltre l'età pensionabile, è stato licenziato sulla base di un piano di riorganizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento, stabilendo che la clausola di salvaguardia prevista dalla legge per il trattenimento in servizio prevale sulla facoltà generale di recesso unilaterale dell'amministrazione, tutelando così l'affidamento del lavoratore.
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Decadenza accertamento IMU: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16230/2024, si è pronunciata sulla decadenza accertamento IMU. Due contribuenti avevano impugnato avvisi di accertamento per omessa denuncia IMU su immobili non accatastati per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento per il 2012 perché notificato oltre il termine di decadenza quinquennale, chiarendo che il termine decorre dall'anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
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Agevolazioni fiscali edilizia: la proroga non salva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9425/2024, ha chiarito che le proroghe legislative dei termini per usufruire delle agevolazioni fiscali edilizia non possono 'resuscitare' un termine già scaduto. Nel caso specifico, un'azienda sanitaria aveva perso il beneficio fiscale per non aver completato una costruzione entro il termine quinquennale, nonostante questo fosse stato posticipato per cause di forza maggiore. La Corte ha stabilito che una successiva proroga, non espressamente retroattiva, si applica solo ai termini ancora in corso e non a quelli già spirati, confermando la revoca del beneficio da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Accertamento retroattivo ICI: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI per gli anni dal 2008 al 2011, emessi da un Comune a seguito della riclassificazione di un immobile che aveva perso i requisiti di ruralità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento retroattivo ICI. La Corte ha stabilito che la rendita catastale ha natura dichiarativa e non costitutiva, e che la normativa speciale consente l'applicazione retroattiva della nuova rendita per sanare omissioni passate, con l'onere della prova sulla ruralità a carico del contribuente.
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Indennità di funzione: no per presidenti circoscrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di funzione non è dovuta ai Presidenti delle circoscrizioni comunali in città con meno di 250.000 abitanti, in linea con le norme sulla riduzione della spesa pubblica introdotte dal D.L. 201/2011. La sentenza conferma il principio di gratuità per tali cariche elettive e l'obbligo di restituire le somme percepite indebitamente, anche se in buona fede, poiché il recupero da parte della Pubblica Amministrazione è un atto dovuto.
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