La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Contribuente che esercitava abusivamente l'attività di odontoiatra. L'Agenzia delle Entrate aveva accertato maggiori redditi basandosi sui movimenti bancari. La Corte ha stabilito che la **presunzione di reddito da attività illecita** si applica pienamente anche a chi svolge una professione regolamentata senza i titoli abilitanti. I proventi di tale attività, sebbene illecita, rientrano nelle categorie reddituali tassabili. La sentenza ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale basato sui movimenti bancari non giustificati, sia per i versamenti che per i prelevamenti, ai fini della determinazione della base imponibile.
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