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Legge 24 febbraio 2023, n. 14

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Esenzione IVA chiropratico: la Cassazione decide
Un professionista chiropratico ha impugnato un avviso di accertamento che negava l'esenzione IVA per le sue prestazioni. La Corte di Cassazione, ribaltando l'orientamento precedente e conformandosi al diritto europeo, ha stabilito che l'esenzione IVA chiropratico è applicabile anche in assenza di specifici decreti attuativi. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per la verifica delle qualifiche professionali del prestatore, ritenute il requisito fondamentale per beneficiare dell'agevolazione fiscale.
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Esenzione IVA chiropratico: sì anche senza albo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18359/2024, ha stabilito che le prestazioni sanitarie svolte da un chiropratico beneficiano dell'esenzione IVA anche in assenza di un albo professionale e dei decreti attuativi. La Corte, allineandosi alla giurisprudenza europea, ha chiarito che l'esenzione non dipende dalla formale regolamentazione della professione, ma dalla natura della prestazione come cura alla persona e dalla comprovata qualifica professionale del prestatore. Di conseguenza, è stato accolto il ricorso di una società di chiropratica contro l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il giudice di merito deve valutare la sussistenza di un adeguato livello di formazione e qualità del servizio per concedere l'esenzione IVA chiropratico.
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Concessioni balneari: limiti al potere del giudice
Una società di gestione balneare ha impugnato una decisione del Consiglio di Stato che, disapplicando le proroghe legislative nazionali, aveva confermato la scadenza della sua concessione demaniale marittima. La società lamentava un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che i giudici avessero invaso la sfera del legislatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che interpretare le norme e disapplicare quelle interne in contrasto con il diritto dell'Unione Europea rientra pienamente nella funzione del giudice e non costituisce un vizio di giurisdizione.
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Cessazione materia del contendere: il caso di debito nullo
Una contribuente impugna una cartella di pagamento per Tarsu/Tia. Durante il processo in Cassazione, una nuova legge dispone lo "stralcio" dei debiti fiscali di importo inferiore a mille euro. La Corte Suprema, applicando il principio dello ius superveniens, dichiara la cessazione della materia del contendere, estinguendo il processo in quanto il debito originario è stato annullato automaticamente per legge.
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Cessazione materia del contendere per stralcio debiti
Una contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo e le relative cartelle di pagamento. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. La decisione è stata motivata dal fatto che le cartelle di pagamento, di importo inferiore a 5.000 euro e relative a crediti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2015, sono state annullate automaticamente per effetto di una nuova legge (c.d. "stralcio dei debiti"), facendo venir meno l'oggetto della controversia.
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Furto simulato auto: il GPS smentisce l’assicurato
La richiesta di risarcimento per un furto d'auto viene respinta perché considerata un furto simulato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'assicurato, confermando la decisione dei giudici di merito. La prova decisiva è derivata dalle incongruenze tra la denuncia dell'uomo e i dati del dispositivo satellitare installato sul veicolo, che hanno rivelato discrepanze di orario e di luogo, minando la credibilità del racconto.
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