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Legge 234/2012

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Diritto di rivalsa: Comune non paga se applica la legge
La Corte di Cassazione ha negato il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di un Comune. Sebbene la violazione dei diritti umani (sancita dalla Corte EDU) sia originata da un esproprio comunale, la responsabilità non è del Comune se questo si è limitato ad applicare le leggi nazionali in vigore. La colpa della violazione, legata a una normativa interna e alle lungaggini processuali, ricade sullo Stato stesso e non può essere trasferita automaticamente all'ente locale.
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Riconoscimento anzianità: no a discriminazione rovescia
Un medico, precedentemente in servizio presso l'amministrazione militare, dopo essere stato assunto da un'Azienda Sanitaria Locale, ha richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata. La sua domanda si basava sul principio di non discriminazione rispetto ai medici di altri Paesi UE, ai quali tale anzianità viene riconosciuta in virtù delle norme sulla libera circolazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5967/2024, ha rigettato il ricorso. Pur correggendo la motivazione della corte d'appello, ha stabilito che per invocare la tutela contro la "discriminazione alla rovescia" non è sufficiente una disparità di trattamento astratta. È necessario, invece, che il cittadino italiano dimostri di trovarsi in una situazione di conflitto e concorrenza concreta con un cittadino UE, dove la norma più favorevole per quest'ultimo si traduce in un pregiudizio diretto per il primo.
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Giudicato e aiuti di Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza nazionale passata in giudicato, che riconosce un beneficio fiscale a un contribuente, può essere disapplicata nel giudizio di ottemperanza se contrasta con le norme dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato. Il caso riguardava un socio di una S.n.c. che aveva ottenuto il diritto al rimborso di tributi a seguito di calamità naturali. La Corte ha chiarito che il giudice dell'ottemperanza ha il dovere di verificare la compatibilità del beneficio con il diritto UE, in particolare con il regolamento "de minimis", anche se ciò non era stato oggetto del precedente giudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale verifica, affermando il primato del diritto unionale sul giudicato nazionale in materia di aiuti di Stato.
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Autocertificazione aiuti di stato: vale come prova?
La Corte di Cassazione ha confermato che, per gli aiuti di Stato concessi prima dell'attivazione del registro nazionale, l'autocertificazione aiuti di stato è una prova valida per dimostrare il rispetto della regola 'de minimis'. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che contestava la validità di tale dichiarazione in un caso di rimborso fiscale legato al sisma del 1990 in Sicilia, è stato respinto. La Corte ha stabilito che il diritto europeo consente questa specifica deroga alle norme processuali nazionali.
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Autocertificazione aiuti di Stato: sì alla prova
Un'impresa colpita da un evento sismico nel 1990 ha richiesto un rimborso fiscale, classificabile come aiuto di Stato. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la validità della prova fornita, una semplice autocertificazione, per dimostrare il rispetto dei limiti europei ("de minimis"). La Corte di Cassazione, con una decisione importante, ha stabilito che, nel contesto specifico degli aiuti post-sisma e in un periodo precedente all'attivazione del registro nazionale degli aiuti, l'autocertificazione aiuti di Stato costituisce una prova sufficiente e ammissibile, respingendo così il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
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