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Legge 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1, comma 644

9 provvedimenti

Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10681/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2013. La Corte ha stabilito che sia il bookmaker estero sia il Centro Trasmissione Dati (CTD) operante in Italia sono coobbligati in solido al pagamento dell'imposta sulle giocate raccolte sul territorio nazionale. La normativa italiana è stata ritenuta non discriminatoria e conforme al diritto dell'Unione Europea, in quanto mira a tassare l'attività di gioco svolta in Italia, indipendentemente dalla sede dell'operatore o dalla presenza di una concessione.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e anni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17594/2024, ha annullato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Il caso riguardava il titolare di un centro scommesse che operava per conto di un bookmaker senza concessione. La Corte ha stabilito che, per i periodi d'imposta anteriori al 2011, il soggetto passivo del tributo è unicamente il bookmaker e non il ricevitore (CTD). Questa decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità dell'applicazione retroattiva della norma che estendeva l'obbligo fiscale anche ai ricevitori, per violazione del principio di capacità contributiva.
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Imposta Unica Scommesse: CTD sempre responsabili
La Corte di Cassazione ha confermato che i Centri Trasmissione Dati (CTD) che raccolgono scommesse per conto di bookmaker esteri privi di concessione sono solidalmente responsabili per il pagamento dell'Imposta Unica Scommesse. L'ordinanza chiarisce che tale regime non viola né i principi costituzionali né il diritto dell'Unione Europea, poiché la tassazione si applica a chiunque gestisca la raccolta del gioco sul territorio italiano. La Corte ha rigettato il ricorso del titolare di un CTD, stabilendo che la sua attività non si limita alla mera trasmissione dati, ma integra una vera e propria gestione del servizio di gioco.
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Imposta unica scommesse: legittima per operatori esteri
Una società di scommesse estera, operante in Italia tramite centri di trasmissione dati senza concessione, ha impugnato avvisi di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa agli anni 2013 e 2014. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del prelievo fiscale. La Corte ha stabilito che l'imposta è compatibile con il diritto dell'Unione Europea, non è discriminatoria e si applica a chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede legale o dalla presenza di una concessione statale.
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Imposta unica scommesse: La Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'imposta unica scommesse per l'anno 2014, ritenendo un centro di trasmissione dati locale e un bookmaker estero solidalmente responsabili per il suo pagamento. La Corte ha rigettato le doglianze dei contribuenti relative a una presunta incompatibilità con il diritto dell'Unione Europea e a profili di incostituzionalità, allineandosi alla giurisprudenza consolidata. Tuttavia, ha annullato la sentenza d'appello per un vizio procedurale, ovvero per aver omesso di pronunciarsi sul ricorso incidentale dell'Agenzia fiscale riguardante le sanzioni, rinviando la causa per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7540/2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per l'annualità 2010. È stata ribadita la responsabilità solidale del bookmaker estero, privo di concessione, con i centri di trasmissione dati operanti sul territorio italiano. La Corte ha escluso qualsiasi profilo di discriminazione rispetto alla normativa UE, ritenendo l'imposta applicabile a chiunque raccolga gioco in Italia, e ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussisteva anche prima delle modifiche legislative del 2011.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma la tassa
Un operatore di scommesse estero ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2014, sostenendo la violazione del diritto UE e l'illegittimità dell'imposizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede dell'operatore o dalla presenza di una concessione. È stata inoltre ribadita la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) locale, ritenendo la normativa non discriminatoria e conforme ai principi europei.
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Imposta Unica Scommesse: Cassazione conferma la tassa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane, confermando la legittimità dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2012-2013. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non viola il diritto UE, non è discriminatoria e giustifica la tassazione per tutelare l'ordine pubblico e i consumatori, affermando la piena responsabilità solidale del bookmaker estero.
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