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Legge 23 dicembre 2000, n. 388

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Canone sostitutivo pubblicità: quando si applica?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sulla pubblicità (ICP) per il 2014, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto applicare il più vantaggioso canone sostitutivo pubblicità (CIMP). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di uno specifico regolamento comunale che istituisca formalmente il CIMP, il regime precedente dell'ICP rimane pienamente in vigore e può essere cumulato con i canoni per l'occupazione del suolo pubblico. La semplice approvazione di un Piano Generale degli Impianti non è sufficiente per attivare il nuovo regime.
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Aumento tariffe pubblicità comunale: illegittimo dal 2013
Una società ha richiesto il rimborso per l'aumento delle tariffe sulla pubblicità comunale pagate dal 2002 al 2013. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'aumento era legittimo fino al 2012, ma è diventato illegittimo per il 2013 a causa dell'abrogazione della norma che lo consentiva. Pertanto, il rimborso è dovuto solo per l'annualità 2013, mentre per il periodo precedente il prelievo, basato sul cumulo tra Imposta sulla Pubblicità e canone di locazione, è stato ritenuto corretto.
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Rendita catastale: non retroattiva se non notificata
Una società concessionaria di un'area portuale ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2007 relativo alle aree scoperte del terminal. La Suprema Corte, richiamando una precedente sentenza tra le stesse parti (giudicato), ha confermato la tassabilità di tali aree. Tuttavia, ha accolto il ricorso della società su un punto cruciale: una nuova rendita catastale, determinata nel 2008, non può essere applicata retroattivamente a un anno d'imposta precedente se non è stata ritualmente notificata al contribuente. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso ai giudici di merito per verificare la notifica e lo stato catastale pregresso dell'immobile.
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Sub-concessione demaniale: chi paga l’IMU?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11006/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI/IMU su beni statali. In un caso riguardante un'area aeroportuale data in concessione e successivamente in sub-concessione demaniale, la Corte ha chiarito che il soggetto passivo d'imposta è il sub-concessionario, non l'originario concessionario. La decisione si basa sul fatto che il sub-concessionario acquisisce l'effettiva e autonoma disponibilità del bene per lo svolgimento di attività strumentali al servizio pubblico, diventando così il soggetto tenuto al pagamento del tributo.
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Acquisto alloggi profughi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di alcuni profughi che richiedevano l'acquisto agevolato di alloggi sociali. La decisione si fonda su due punti chiave: il mancato rispetto del termine di decadenza previsto da una legge regionale per la presentazione della domanda e la fondamentale distinzione giuridica tra alloggi 'riservati' e 'dedicati'. La Corte ha chiarito che le condizioni di favore per l'acquisto alloggi profughi sono previste solo per la categoria degli alloggi 'dedicati', i cui assegnatari pagavano un canone maggiorato che comprendeva una quota del costo di costruzione, giustificando così il prezzo di cessione ridotto. Questa interpretazione, conforme alla giurisprudenza costituzionale, esclude un'estensione del beneficio agli assegnatari di alloggi 'riservati', evitando disparità di trattamento.
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