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Legge 228/2012 — Anno 2023

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88 provvedimenti

Altri anni per Legge 228/2012

Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione decide
Una cassa di previdenza professionale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato incasso di crediti contributivi risalenti agli anni '90. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33117/2023, ha respinto il ricorso della cassa, confermando che la legge del 2012 sull'annullamento crediti previdenziali iscritti a ruolo prima del 1999 si applica a tutti gli enti creditori, sia pubblici che privati. La Corte ha chiarito che tale normativa mira a razionalizzare i bilanci e non estingue il credito in sé, ma solo lo strumento esecutivo del ruolo, lasciando all'ente la possibilità di agire per altre vie legali.
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Inammissibilità del ricorso: la parola alla Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32705/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni eredi riguardo una presunta simulazione contrattuale. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza del ricorso e sulla non censurabilità in sede di legittimità dell'interpretazione della domanda giudiziale, attività riservata al giudice di merito. La Corte ha sottolineato come la mancata allegazione degli atti fondamentali del primo grado abbia precluso l'esame nel merito.
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Onere probatorio e costi: la prova spetta a te
Una società si è vista negare la deduzione di costi pubblicitari ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che quando l'Agenzia delle Entrate fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni, l'onere probatorio di dimostrare l'effettività dei costi si sposta sul contribuente. La sola presentazione delle fatture non è sufficiente; è necessario provare l'avvenuto pagamento e la reale esecuzione della prestazione.
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Deposito telematico tardivo: ricorso inammissibile
Una banca ha impugnato la dichiarazione di tardività della sua opposizione allo stato passivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché la ricorrente non ha fornito la prova della tempestività del deposito telematico attraverso la produzione delle necessarie ricevute elettroniche.
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Rinuncia al ricorso: niente condanna alle spese
Una banca aveva impugnato un decreto del Tribunale che rigettava la sua istanza di rimessione in termini. In Cassazione, la stessa banca ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia accettata, non si applica né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
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Responsabilità del notaio: esclusa per questioni opinabili
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver redatto un atto di accettazione di eredità con beneficio d'inventario a favore di una fondazione non ancora riconosciuta e, quindi, priva di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, escludendo la responsabilità del notaio. La motivazione principale si fonda sul carattere opinabile e non consolidato della questione giuridica al momento dell'atto. Secondo la Corte, la condotta del professionista deve essere valutata 'ex ante' e, in presenza di incertezze interpretative, non è configurabile la colpa grave richiesta per affermare la sua responsabilità.
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Giudizio di rinvio: limiti all’esame della Corte
Due correntisti, dopo aver ottenuto una vittoria parziale in Cassazione sulla questione dell'anatocismo, hanno tentato di ampliare le loro richieste nel successivo giudizio di rinvio. La Suprema Corte ha respinto il loro nuovo ricorso, ribadendo un principio fondamentale: il giudizio di rinvio è strettamente limitato ai punti decisi dalla Cassazione e non può essere utilizzato per riesaminare questioni non incluse nel precedente accoglimento.
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Consulenza tecnica d’ufficio: come eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31744/2023, ha rigettato il ricorso di un correntista che lamentava l'uso di documenti prodotti tardivamente durante la consulenza tecnica d'ufficio. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità per tale vizio procedurale deve essere sollevata nella prima difesa o udienza successiva al deposito della perizia, altrimenti si considera sanata. Ha invece accolto il ricorso incidentale della banca, cassando la sentenza d'appello per motivazione apparente e omessa pronuncia.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che annullava il licenziamento di un dipendente. Successivamente, la società ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, non potendo essere interpretata in modo estensivo.
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Obbligo di repêchage: quando spetta il reintegro
Un lavoratore è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31451/2023, ha stabilito che la violazione dell'obbligo di repêchage da parte del datore di lavoro equivale a un'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento. Di conseguenza, al lavoratore spetta la tutela reintegratoria, ovvero il reintegro nel posto di lavoro, e non un semplice risarcimento economico. La Corte ha chiarito che il datore deve provare di aver cercato di ricollocare il dipendente anche in mansioni inferiori.
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Trasferimento d’azienda: quando è nullo l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31441/2023, ha chiarito che un'operazione tra due istituti di credito, formalmente presentata come cessione di singoli contratti di lavoro, costituisce in realtà un trasferimento d'azienda se ne possiede le caratteristiche sostanziali. Di conseguenza, si applica la tutela inderogabile dell'art. 2112 c.c., che garantisce la continuità del rapporto di lavoro alle medesime condizioni. La Corte ha stabilito la nullità degli accordi individuali di conciliazione volti a derogare a tale disciplina, anche in presenza di una crisi aziendale della cedente, se non sono state rispettate le corrette procedure sindacali.
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Rendiconto curatore: obblighi dopo il concordato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31050/2023, ha stabilito i limiti dell'obbligo di rendiconto del curatore fallimentare. Il caso riguardava la richiesta di un ulteriore resoconto e di risarcimento danni da parte di un ex fallito nei confronti del curatore, per attività svolte dopo l'omologazione del concordato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, una volta approvato il rendiconto iniziale, l'obbligo di un ulteriore resoconto generale cessa. Fondamentale, inoltre, è la necessità per chi agisce di dimostrare un pregiudizio almeno potenziale derivante dalla condotta del curatore, prova che in questo caso è mancata.
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Compensazione fallimentare: la Cassazione e il pegno
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31029/2023, ha chiarito la disciplina della compensazione fallimentare. Nel caso esaminato, una banca è stata ammessa al passivo di un fallimento per il suo credito, al netto del saldo attivo di un conto corrente del debitore, nonostante tale saldo fosse oggetto di pegno. La Corte ha stabilito che, ai fini della compensazione fallimentare, è sufficiente che i crediti reciproci esistessero prima della dichiarazione di fallimento, anche se non entrambi esigibili, rigettando il ricorso del fallimento.
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Contributi trasporto pubblico: la spesa storica vince
Una società di trasporti ha citato in giudizio una Regione e tre comuni per ottenere maggiori pagamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, basando le sue pretese sul costo chilometrico standard. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che i contributi trasporto pubblico sono determinati dal criterio della "spesa storica" fissato dalle leggi di bilancio regionali, che impone un tetto invalicabile ai fondi disponibili, prevalendo sulle pretese basate sui costi operativi. I contratti stessi, richiamando il quadro normativo regionale, rendevano questo criterio vincolante per le parti.
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Licenza NCC e accesso ZTL: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di servizi di trasporto privato ha ricevuto sanzioni per accesso non autorizzato a zone a traffico limitato (ZTL). La società ha contestato le multe, sostenendo di avere diritto al transito grazie alla sua attività. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la validità della licenza NCC deve essere verificata al momento esatto dell'infrazione. Nel caso specifico, la licenza non solo è stata rilasciata mesi dopo i fatti, ma era anche intestata a un soggetto diverso dal consorzio. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni procedurali relative alla firma e alla delega del viceprefetto.
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Carenza di Interesse: Inammissibilità del Ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse manifestata congiuntamente dalle parti. La vicenda, originata da una controversia su contratti di lavoro a termine, si conclude con una pronuncia processuale che compensa le spese e chiarisce i limiti di applicazione della sanzione del doppio contributo unificato.
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Proroga contratto e comando: l’interpretazione del CCDI
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Regionale contro la decisione di merito che aveva concesso la proroga del contratto a una lavoratrice in comando. Il caso verteva sull'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo decentrato che escludeva dalla proroga chi fosse in comando "dietro propria richiesta". La Corte ha stabilito che l'interpretazione di tali clausole spetta ai giudici di merito e non può essere rivista in sede di legittimità. Anche il ricorso incidentale della lavoratrice per questioni economiche è stato respinto.
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Esenzioni vittime del dovere: la decorrenza dell’IRPEF
Un contribuente, riconosciuto vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua pensione per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le esenzioni per le vittime del dovere si applicano solo a partire dal 1° gennaio 2017, data fissata esplicitamente dalla Legge n. 232/2016. La Corte ha sottolineato che l'equiparazione legislativa con le vittime del terrorismo è stata un processo progressivo e non retroattivo.
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Interessi di mora usurari: la decisione della Cassazione
Una società ha contestato un contratto di mutuo a causa di interessi di mora usurari. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche se gli interessi di mora superano la soglia legale, la nullità si applica solo a tale clausola. Il contratto non diventa gratuito e, in caso di inadempimento, il debitore dovrà corrispondere gli interessi al tasso corrispettivo pattuito, se lecito. Questa sentenza chiarisce l'impatto degli interessi di mora usurari sui contratti di finanziamento.
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Tutela reintegratoria e cessione d’azienda in crisi
La Corte di Cassazione conferma la tutela reintegratoria per un lavoratore illegittimamente licenziato da una compagnia aerea dopo una cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la reintegrazione deve essere disposta a carico della società cedente, anche se in amministrazione straordinaria, quando questa prosegue l'attività. Si stabilisce inoltre che l'azione del lavoratore verso il cessionario non è soggetta ai brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione di atti specifici.
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