Un cittadino polacco, colpito da un mandato d'arresto europeo, ha chiesto di scontare la pena in Italia sostenendo di avere un legame stabile con il Paese. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello di ordinarne la consegna, ritenendo non provato il requisito del 'radicamento', ovvero una residenza continuativa di almeno cinque anni. La Corte ha sottolineato come elementi recenti (contratto di lavoro, dichiarazioni) e l'incapacità di parlare la lingua italiana prevalgano su altri indizi, impedendo di applicare il motivo di rifiuto facoltativo della consegna.
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