Un cittadino italiano, condannato in Germania, era destinatario di un Mandato di Arresto Europeo. L'uomo chiedeva di scontare la pena in Italia, dove viveva e lavorava stabilmente con la sua famiglia. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che ne ordinava la consegna, stabilendo un principio fondamentale sul **rifiuto di consegna del cittadino italiano**. Per un italiano, la sola cittadinanza è sufficiente per valutare l'esecuzione della pena in patria, senza la necessità di dimostrare un particolare 'radicamento' sul territorio. Quest'ultimo requisito, invece, è richiesto solo per i cittadini di altri Stati UE. La decisione finale deve bilanciare il diritto al reinserimento sociale del condannato con gli interessi dello Stato che ha emesso la condanna.
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