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Legge 216/2011

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36 provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio in materia di lavoro a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei dipendenti. La controversia originaria riguardava l'inquadramento e le differenze retributive di alcuni lavoratori di un ente pubblico. Con la rinuncia, il processo si conclude senza una decisione nel merito, e la Corte compensa le spese legali tra le parti.
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Rientro cervelli: sì alle agevolazioni fiscali nel gruppo
Un lavoratore rientrato in Italia si è visto negare le agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli perché il nuovo datore apparteneva allo stesso gruppo del precedente estero. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la distinta soggettività giuridica delle due società è sufficiente a integrare il requisito di legge, annullando la decisione che aveva erroneamente valutato le prove.
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Scorrimento graduatorie: no ai concorsi riservati
Un gruppo di dipendenti pubblici, risultati idonei in un concorso "riservato", ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Pubblica Amministrazione aveva invece deciso di interrompere l'uso di tale graduatoria a favore di concorsi esterni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le proroghe legislative sulla validità delle graduatorie si applicano solo ai concorsi pubblici aperti a tutti, e non a quelli interni riservati. Inoltre, ha chiarito che la pretesa all'assunzione tramite scorrimento non costituisce un diritto soggettivo, ma un interesse legittimo, poiché la decisione di utilizzare una graduatoria è un atto discrezionale dell'amministrazione.
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Scorrimento graduatoria: chi decide il giudice?
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'ente per ottenere l'assunzione tramite scorrimento graduatoria. La Corte d'Appello le aveva dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. Il diritto all'assunzione per scorrimento, infatti, non è automatico ma sorge solo a seguito di una scelta esplicita dell'amministrazione. In assenza di tale decisione, il candidato vanta solo un interesse legittimo, non un diritto soggettivo.
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Retroattività effetti economici: la paga non è dovuta
Un dipendente pubblico, ottenuta una promozione con decorrenza giuridica retrodatata al 1999 ma economica dal 2005, ha richiesto il pagamento delle differenze retributive per il periodo intermedio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la retroattività effetti economici non è automatica. La retrodatazione giuridica è una 'fictio iuris' e non può generare diritti economici in assenza dell'effettivo svolgimento delle mansioni superiori, che rappresenta il corrispettivo della retribuzione.
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Salvaguardia pensionistica: i limiti dell’applicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore in mobilità non ha diritto alla salvaguardia pensionistica se, durante il periodo di fruizione dell'indennità, matura i requisiti per la pensione sia secondo la vecchia che la nuova normativa. La finalità della norma è tutelare chi rimarrebbe senza reddito e pensione, condizione non verificatasi nel caso di specie. Il ricorso dell'ente previdenziale è stato quindi accolto.
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Gestione autonoma servizio idrico: non basta l’intento
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un piccolo Comune che rivendicava il diritto alla gestione autonoma del servizio idrico. La Corte ha stabilito che, per beneficiare della deroga alla gestione unica, non è sufficiente dimostrare l'intenzione o l'avvio di procedure amministrative, ma è necessaria la prova di una gestione effettiva e concreta del servizio entro la data limite prevista dalla legge. Gli atti preparatori e le autorizzazioni ottenute non sono bastati a soddisfare tale requisito.
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Contributo di solidarietà illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34694/2024, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che, ai sensi dell'art. 23 della Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da delibere interne dell'ente, anche se finalizzate a garantirne l'equilibrio finanziario. La sentenza ha inoltre ribadito che il diritto del pensionato alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo solidarietà: Cassazione su casse private
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti privatizzati. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute con prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro la sentenza che aveva giudicato illecito il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali imposte, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato e non in virtù dell'autonomia gestionale delle Casse.
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Diploma AFAM valore abilitante: No a GAE senza titolo
Un docente, in possesso di un diploma di conservatorio (AFAM) secondo il vecchio ordinamento, ha richiesto l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diploma AFAM non ha un valore abilitante automatico per l'insegnamento. La Corte ha sottolineato la netta distinzione tra il titolo di studio, che consente l'accesso all'insegnamento, e il titolo abilitante, che certifica la preparazione specifica alla didattica e che costituisce requisito indispensabile per l'iscrizione nelle GAE, ormai chiuse a nuovi inserimenti.
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Restituzione indennità: quando va restituita?
Un ex presidente di un Ente Parco è stato condannato alla restituzione delle indennità percepite in un periodo in cui la carica era stata resa onorifica per legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che una norma successiva, che reintroduceva l'indennità, non poteva avere effetto retroattivo. Di conseguenza, la richiesta di restituzione dell'indennità da parte dell'ente è stata ritenuta legittima, in quanto le somme erano state indebitamente percepite.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge statale può introdurre, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'autonomia delle casse non si estende fino a poter imporre trattenute su trattamenti pensionistici già determinati. Il ricorso della cassa è stato quindi respinto.
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Obbligazione ex lege e rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso complesso tra un Ente Locale e una società di gestione rifiuti. Il nodo centrale era il pagamento di servizi resi in assenza di una richiesta formale. La Corte ha stabilito che per i servizi essenziali di gestione rifiuti, l'obbligo di pagamento discende direttamente dalla legge (obbligazione ex lege), superando le clausole statutarie della società che prevedevano una richiesta esplicita. Ha quindi respinto il ricorso dell'Ente Locale che si rifiutava di pagare, ma anche quello della società che chiedeva il riconoscimento di utili e interessi commerciali, confermando che il rapporto non ha natura contrattuale.
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Ingiunzione fiscale concessionario: legittima la notifica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8039/2019, ha stabilito che un'ingiunzione fiscale emessa da un concessionario privato per la riscossione di multe stradali per conto di un Comune è legittima. Il caso riguardava un cittadino che contestava il potere della società di riscossione di emettere tale atto nel 2011. La Corte ha chiarito che, nonostante la complessità e l'evoluzione delle norme, la legislazione in vigore all'epoca dei fatti (ratione temporis) consentiva ai concessionari di utilizzare lo strumento dell'ingiunzione fiscale, respingendo così il ricorso del cittadino.
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