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Legge 215/2021

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85 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo contestando sia la prescrizione di alcuni crediti sia la mancata notifica delle cartelle esattoriali per altri. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17751/2024, ha rigettato il ricorso. Applicando una recente normativa (art. 3-bis D.L. 146/2021), ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è ammissibile solo sulla base della presunta omessa notifica della cartella. Il contribuente deve invece dimostrare un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare ad appalti pubblici, per avere interesse ad agire. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è generalmente inammissibile. L'azione legale è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione e dichiarato inammissibile l'azione originaria del contribuente, chiudendo il caso.
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Interesse ad agire: quando si può impugnare un ruolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29319/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una cartella di pagamento. La decisione si fonda su una recente normativa che richiede al contribuente di dimostrare un concreto 'interesse ad agire', ovvero un pregiudizio effettivo derivante dall'iscrizione a ruolo, per poterla impugnare. La semplice mancata notifica della cartella non è più sufficiente.
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Giurisdizione Corte dei Conti: imposta di soggiorno
Una società di gestione alberghiera contesta la giurisdizione della Corte dei Conti riguardo al mancato versamento dell'imposta di soggiorno. La Corte di Cassazione, applicando il principio della perpetuatio iurisdictionis, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La giurisdizione si determina al momento della domanda giudiziale e le modifiche legislative successive, che qualificano il gestore come responsabile d'imposta, non possono revocarla retroattivamente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo relativo a cartelle esattoriali mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando principi giuridici sopravvenuti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale a causa dell'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5789/2024, ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il ricorrente non dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici pubblici, in linea con la recente normativa (art. 12, c. 4 bis, D.P.R. 602/1973).
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente impugnava tre cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio effettivo e concreto, condizione non provata nel caso di specie.
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Limiti giurisdizione Cassazione: il caso del canone unico
Un comune ha impugnato una decisione del Consiglio di Stato relativa al canone unico patrimoniale per impianti energetici. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i stretti limiti della sua giurisdizione. L'ordinanza chiarisce che il sindacato della Suprema Corte sulle decisioni dei giudici speciali è confinato alla violazione dei limiti esterni della giurisdizione, escludendo la revisione di errori procedurali o di merito interni.
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Inattività lavorativa: la Cassazione valuta la retroattività
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema del requisito di inattività lavorativa per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. Una cittadina si è vista negare il beneficio in primo grado poiché una nuova norma, più favorevole, non è stata ritenuta retroattiva dal giudice. La Corte Suprema, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, non decide il caso ma lo rinvia a una pubblica udienza per una pronuncia nomofilattica che stabilisca in via definitiva se la nuova disciplina sull'inattività lavorativa si applichi anche al passato.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile per legge
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un estratto di ruolo relativo a debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 491/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una recente modifica legislativa che esclude la possibilità di un'autonoma impugnazione dell'estratto di ruolo, in quanto il contribuente è privo di un interesse concreto e attuale ad agire contro tale documento, dovendo invece attendere la notifica dell'atto esecutivo successivo, come la cartella di pagamento.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Un cittadino ha contestato un estratto di ruolo relativo a una vecchia multa, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo in presenza di specifici e dimostrati pregiudizi, come l'esclusione da appalti pubblici. Poiché il ricorrente non ha provato tale danno, la sua azione è stata respinta.
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Impugnativa estratto di ruolo: i limiti dalla Cassazione
Un contribuente ha impugnato iscrizioni ipotecarie e cartelle di pagamento tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, allineandosi a un recente orientamento legislativo che limita severamente l'impugnativa dell'estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che tale azione è ammissibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto previsto dalla legge, come l'esclusione da appalti pubblici, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo relativo a una multa, sostenendo che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se rappresenta il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa o in presenza di un'azione esecutiva imminente. La semplice consultazione del documento non basta a creare l'interesse ad agire necessario per avviare una causa.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14438/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. L'impugnazione dell'estratto di ruolo, basata sulla mancata notifica della cartella esattoriale, è possibile solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come il rischio di non poter partecipare ad appalti pubblici. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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Impugnazione estratto ruolo: limiti e condizioni
Una società impugnava un estratto di ruolo, ottenendo ragione in primo grado per mancata prova della notifica delle cartelle. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il gravame dell'Agenzia per un errore di motivazione. La Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando l'errore procedurale e, decidendo nel merito, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario della società. L'impugnazione estratto ruolo è consentita solo se si dimostra un pregiudizio specifico, come richiesto dalla legge, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza della commissione tributaria regionale. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), si è pronunciata sulla limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. Il ricorso originario del contribuente è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato un pregiudizio specifico, come richiesto dalla nuova normativa. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza precedente e compensato le spese legali.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di riscossione precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando una recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a tre specifici casi di pregiudizio concreto, non presenti nella fattispecie. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire del ricorrente.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti all’azione
Una contribuente scopriva l'esistenza di debiti tramite un estratto di ruolo e lo impugnava, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, co. 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in tre casi specifici di pregiudizio concreto per il debitore, al di fuori dei quali manca l'interesse ad agire. La Corte ha quindi cassato la sentenza senza rinvio, stabilendo che l'azione non poteva essere proposta.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di notifica preliminari. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire e l'azione non può essere proposta. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche degli atti precedenti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha respinto il ricorso. La decisione chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammissibile solo in casi eccezionali e tassativamente previsti dalla legge, come il rischio di pregiudizio per la partecipazione ad appalti pubblici. In assenza di tali prove, l'azione legale è inammissibile per carenza di interesse ad agire.
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