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Legge 205/2017

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216 provvedimenti

Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune sul mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la sovranità dello Stato si estende al mare territoriale e con essa la potestà impositiva dei comuni costieri. Per gli immobili non iscritti al catasto, come la piattaforma, è corretto utilizzare il criterio contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme offshore per IMU e TASI è legittima da parte dei comuni costieri. Una società energetica aveva impugnato un avviso di accertamento, sostenendo che la propria piattaforma, situata in acque territoriali, fosse fuori dalla giurisdizione fiscale del comune. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il territorio comunale si estende concettualmente al mare antistante e che la piattaforma beneficia di servizi e infrastrutture a terra (porti, strade, servizi amministrativi), giustificando l'imposizione fiscale. La mancanza di accatastamento non è un ostacolo, potendosi utilizzare il metodo contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha contestato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune costiero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la potestà impositiva comunale si estende al mare territoriale antistante e che le piattaforme, pur non essendo accatastate, sono considerabili immobili tassabili sulla base del loro valore contabile, in quanto beneficiano dei servizi e delle infrastrutture fornite dal Comune sulla costa.
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Comunicazione ENEA tardiva: no decadenza detrazione
Un contribuente si è visto richiedere la restituzione delle detrazioni per interventi di risparmio energetico a causa della tardiva comunicazione all'ENEA. La Corte di Cassazione, risolvendo il caso, ha stabilito un principio fondamentale: la comunicazione ENEA tardiva non comporta la perdita del beneficio fiscale. La Corte ha chiarito che tale adempimento ha una finalità meramente statistica e, in assenza di una norma che preveda espressamente la decadenza, il diritto del contribuente alla detrazione rimane valido. Di conseguenza, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto.
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Accesso Fiscale: serve il giudice? La Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante un accertamento fiscale. Il caso verte sulla legittimità di un accesso fiscale nei locali di un'azienda, autorizzato solo da un organo amministrativo e non da un giudice. La Corte ha ritenuto necessario attendere le osservazioni delle parti sulla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha messo in discussione la conformità della normativa italiana in materia di accesso fiscale con i diritti fondamentali.
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Detrazione riqualificazione energetica: ENEA e revoca
Una società si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica a causa della mancata comunicazione dei lavori all'ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione non comporta la decadenza dal beneficio fiscale. Secondo la Corte, la comunicazione ha finalità puramente statistiche e di monitoraggio. La legge non prevede espressamente la perdita del bonus per questa mancanza, pertanto i requisiti sostanziali, come l'effettivo sostenimento delle spese e le certificazioni tecniche, sono sufficienti per ottenere la detrazione.
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Notifica atti presupposti: quando è nulla l’ipoteca
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria, lamentando vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi sulla modalità di notifica diretta da parte dell'Agente della Riscossione, ritenendola legittima. Tuttavia, ha accolto il motivo principale relativo alla mancata prova della corretta notifica degli atti presupposti (cartelle e avvisi di accertamento), affermando che tale omissione determina la nullità dell'atto successivo. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una verifica puntuale di ogni singola notifica.
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Licenziamento quadro: autonomia e onere della prova
Un'azienda ha licenziato un dipendente con qualifica di quadro per aver presumibilmente modificato i piani di missione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che la prolungata tolleranza da parte dell'azienda verso determinati comportamenti crea una prassi che svuota di valore disciplinare la contestazione. Il caso di licenziamento quadro in esame sottolinea come l'autonomia del lavoratore e la coerenza del datore di lavoro siano elementi cruciali nella valutazione della giusta causa.
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Prepensionamento editoria: no ai contributi di mobilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il prepensionamento editoria, i contributi figurativi maturati durante la mobilità successiva alla Cassa Integrazione non possono essere conteggiati. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha precisato che il requisito contributivo deve essere perfezionato esclusivamente entro il periodo di godimento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, in base a un'interpretazione restrittiva della normativa speciale di settore.
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Cessione d’azienda: l’operazione economica per l’IVA
La Corte di Cassazione chiarisce che per qualificare una transazione come cessione d'azienda ai fini IVA, si deve guardare all'operazione economica complessiva e non ai singoli contratti. Annullata la decisione che aveva escluso la cessione d'azienda per una vendita immobiliare seguita da locazione e trasferimento di arredi, non valutando il collegamento funzionale dei beni.
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Cessione quote: no a riqualificazione come azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cessione quote totalitaria non può essere riqualificata dall'Amministrazione Finanziaria come cessione d'azienda. La sentenza ribadisce che, ai fini dell'imposta di registro, l'analisi deve basarsi esclusivamente sulla natura e sugli effetti giuridici dell'atto registrato, come previsto dal nuovo art. 20 del D.P.R. 131/1986. Anche se l'effetto economico è simile, i due negozi sono giuridicamente distinti e non assimilabili fiscalmente.
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Discriminazione stranieri bonus: no a residenza lunga
La Corte di Cassazione ha confermato il carattere discriminatorio di due delibere di una Regione che imponevano lunghi periodi di residenza (5 o 10 anni) per l'accesso di cittadini stranieri a un 'bonus bebè' e un 'bonus affitti'. La Corte ha stabilito che tale requisito di residenza prolungata viola il principio di parità di trattamento sancito dalla normativa nazionale ed europea, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la rimozione della clausola discriminatoria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla discriminazione stranieri bonus.
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Sentenza Giudice di Pace: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Comune contro una sentenza del giudice di pace. La sentenza, riguardante una bolletta dell'acqua di €594, era stata emessa secondo equità dato il valore esiguo. Per questo tipo di sentenza del giudice di pace, l'unico rimedio è l'appello a motivi limitati, non il ricorso diretto in Cassazione.
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Riduzione TARI stagionale: la denuncia è obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20587/2025, ha stabilito che per ottenere la riduzione TARI stagionale non è sufficiente dimostrare la chiusura dell'attività in giudizio. È indispensabile presentare una preventiva e formale denuncia al Comune. Senza questo adempimento amministrativo, la richiesta di riduzione è illegittima, poiché la denuncia è un presupposto necessario per consentire all'ente di programmare il servizio e determinare correttamente il tributo. La Corte ha respinto il ricorso di una società alberghiera che, pur avendo provato la stagionalità, non aveva seguito la procedura corretta.
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Prescrizione bollette idriche: la Cassazione decide
Un utente ha contestato alcune bollette per consumi idrici risalenti agli anni 2015-2017, invocando la prescrizione biennale introdotta dalla Legge n. 205/2017. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, ritenendo che la nuova norma si applichi a tutte le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020, anche se riferite a consumi precedenti. La società fornitrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza e meritevole di un approfondimento, rinviando il caso alla pubblica udienza per definire l'ambito di applicazione della prescrizione bollette idriche.
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Compensazione spese legali: il caso del lavoro irregolare
Una Corte d'Appello ha stabilito la totale compensazione delle spese legali in un caso di lavoro irregolare, nonostante la conferma della violazione. La decisione si fonda sulle particolari circostanze umanitarie del rapporto di lavoro, che vedeva un dipendente con permesso di soggiorno scaduto continuare a lavorare per mere esigenze di sussistenza. La Corte ha ritenuto che, sebbene le violazioni fossero state accertate, la specificità della vicenda giustificasse una deroga al principio della soccombenza, portando alla riforma della sentenza di primo grado che aveva previsto solo una compensazione parziale.
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