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Legge 20 maggio 1988, n. 160

5 provvedimenti

Indennità di disoccupazione e accordo: quando si perde
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la reintegrazione in seguito a un licenziamento illegittimo, accetta un accordo economico rinunciando al posto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale scelta rende la disoccupazione volontaria, escludendo il diritto all'indennità di disoccupazione, poiché la rinuncia a un rapporto di lavoro già ripristinato giudizialmente equivale a dimissioni.
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Restituzione indennità disoccupazione e contratto
Un lavoratore, dopo aver percepito l'indennità di disoccupazione, otteneva una sentenza che convertiva retroattivamente il suo contratto a termine in uno a tempo indeterminato, con condanna del datore a un'indennità risarcitoria. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione dell'indennità di disoccupazione, sostenendo che, a causa della ricostituzione giuridica del rapporto, lo stato di disoccupazione non era mai esistito. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla questione, la Corte di Cassazione ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto definitivo.
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Indennità di disoccupazione: la transizione alla ASpI
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i lavoratori licenziati a fine 2012, l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti maturata per l'anno 2012 deve essere considerata 'assorbita' nella nuova prestazione mini-ASpI, come previsto dalla norma transitoria della Legge Fornero. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato integralmente la vecchia disciplina, senza considerare il nuovo regime di trattamento della prestazione.
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Obbligo comunicazione indennità mobilità: il caso pilot
La Corte di Cassazione chiarisce l'obbligo comunicazione indennità mobilità per i piloti. Un periodo di addestramento, se collegato a una futura assunzione, non rientra nel 'periodo neutro' e fa decadere dal beneficio. La finalità dell'attività prevale sulla qualificazione formale del contratto, imponendo la comunicazione all'Ente Previdenziale per non perdere il diritto alla prestazione.
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Obbligo comunicazione cassa integrazione: il caso pilota
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pilota in cassa integrazione che svolge un'attività di addestramento finalizzata a una futura assunzione, e non esclusivamente al mantenimento dei brevetti, è tenuto alla comunicazione preventiva all'ente previdenziale. In assenza di tale comunicazione, decade dal diritto all'integrazione salariale. La Corte ha chiarito che il cosiddetto "periodo neutro" si applica solo quando l'attività ha l'unica ed esclusiva finalità di conservare le abilitazioni professionali, annullando la decisione di merito che aveva escluso l'obbligo di comunicazione cassa integrazione.
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