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legge 20 maggio 1985, n. 222, art. 16, lett. a)

10 provvedimenti

Esenzione ICI enti ecclesiastici: onere della prova
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un istituto religioso contro un avviso di accertamento ICI. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova per l'esenzione ICI enti ecclesiastici: per immobili destinati esclusivamente ad attività di religione e culto, l'ente deve solo dimostrare la sua natura ecclesiastica e la destinazione dell'immobile. Spetta poi all'ente impositore provare l'eventuale esercizio di un'attività commerciale. La sentenza di merito è stata cassata per aver erroneamente addossato all'ente l'onere di provare la modalità non commerciale dell'attività di culto.
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Esenzione IMU enti religiosi: la prova è a carico loro
Un istituto religioso ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile, sostenendo fosse adibito a finalità di culto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che l'onere di provare i presupposti per l'esenzione IMU enti religiosi grava sul contribuente. La Corte ha inoltre precisato che la nuova legge che inverte l'onere della prova non ha efficacia retroattiva.
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Esenzione IMU enti religiosi: la prova è a carico loro
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per l'esenzione IMU enti religiosi spetta al contribuente. Nel caso specifico, un ente religioso non ha fornito prove concrete che i propri immobili fossero utilizzati esclusivamente per attività di culto con modalità non commerciali, vedendosi così negare il beneficio fiscale. La sentenza sottolinea che la semplice presenza di religiosi nell'immobile non è sufficiente a giustificare l'esenzione.
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Esenzione IMU ASL: quando si perde il diritto?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'esenzione IMU ASL contestata da un Comune a seguito della dismissione di un vecchio ospedale. La Corte ha stabilito che l'esenzione permane durante un trasferimento graduale delle funzioni, se nell'immobile originario continuano attività residue a scopo istituzionale. Il beneficio viene meno, invece, per quegli immobili il cui inutilizzo è divenuto definitivo e irreversibile, o per i quali la prova del mantenimento della destinazione d'uso non è sufficiente.
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Esenzione IMU enti religiosi: la prova concreta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17878/2024, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU per gli enti religiosi non è sufficiente produrre documenti generici come statuti o decreti di riconoscimento. È necessario fornire una prova concreta e specifica, relativa all'anno d'imposta in questione, che dimostri l'utilizzo esclusivo dell'immobile per attività non commerciali. L'onere della prova ricade interamente sul contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva concesso l'esenzione basandosi su prove documentali non idonee.
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Esenzione IMU enti non profit: sì al comodato gratuito
Un ente ecclesiastico si era visto negare l'esenzione IMU per un immobile concesso in comodato gratuito a un altro ente collegato per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattiva, ha annullato la decisione. Ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non profit spetta anche in caso di comodato, a condizione che esista un collegamento funzionale o strutturale tra gli enti e l'attività svolta sia non commerciale. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Esenzione IMU ASL: quando decade per inutilizzo?
Un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) perde il diritto all'esenzione IMU per un immobile se questo risulta inutilizzato per un lungo periodo, versa in stato di abbandono e sono state avviate procedure per la sua vendita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32357/2024, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione non basta una destinazione astratta a fini istituzionali, ma è necessario un utilizzo effettivo e concreto. L'inutilizzo prolungato, unito alla mancanza di fondi per il recupero, dimostra la perdita della 'strumentalità' del bene, facendo decadere il beneficio fiscale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame dei fatti.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fondo previdenziale, negando l'esenzione IMU per i suoi immobili. La Corte ha ribadito che per beneficiare dell'agevolazione, non basta essere un ente non commerciale, ma è necessario dimostrare l'uso diretto ed esclusivo degli immobili per le attività istituzionali. L'onere della prova per l'esenzione IMU enti non commerciali ricade interamente sul contribuente, il quale deve provare che gli immobili non siano usati solo strumentalmente, ad esempio come uffici amministrativi o per produrre reddito.
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Esenzione ICI enti religiosi: la Cassazione decide
Un comune ha contestato l'esenzione ICI concessa a un ente religioso per due immobili, uno adibito a preghiera e l'altro a residenza per i religiosi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, chiarendo che l'esenzione ICI per enti religiosi è valida quando l'uso effettivo dell'immobile è non commerciale. La Corte ha specificato che la residenza per il clero, se funzionale alle attività di culto e senza corrispettivo, rientra tra le attività che beneficiano dell'esenzione, a condizione che l'ente fornisca prova di tale utilizzo.
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Esenzione IMU immobili storici: la Cassazione decide
Un ente religioso vede annullato un avviso di accertamento IMU. Il Comune ricorre in Cassazione, la quale stabilisce che per l'esenzione IMU su immobili storici non basta un vecchio elenco comunale, ma serve un provvedimento formale di vincolo culturale. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, cassando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame su questo specifico punto.
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