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Legge 189/2012

8 provvedimenti

Responsabilità sanitaria infezione: risarcimento danni
Un paziente ha citato in giudizio una clinica a seguito di una grave infezione da Streptococcus pyogenes insorta dopo un intervento di osteotomia. Il Tribunale di Roma ha accertato la responsabilità sanitaria infezione di natura nosocomiale, condannando la struttura al risarcimento dei danni non patrimoniali. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte della clinica, dell'adozione di protocolli di sterilizzazione e prevenzione adeguati.
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Gioco online: incostituzionale la maxi-sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 20.000 euro inflitta al titolare di una sala scommesse per aver messo a disposizione del pubblico dei computer con accesso a internet. La decisione segue una pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che sanzionava la mera possibilità di connessione a siti di gioco online, ritenendola sproporzionata e incostituzionale. Di conseguenza, l'ordinanza di ingiunzione originaria è stata annullata in via definitiva.
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Illecito amministrativo giochi: Cassazione annulla multa
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 20.000 euro inflitta a un esercente per la messa a disposizione di terminali per il gioco online. La decisione segue una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la norma che prevedeva l'illecito amministrativo giochi e la relativa sanzione. Di conseguenza, venendo meno il fondamento giuridico della violazione, la multa è stata definitivamente cancellata.
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Cessazione materia del contendere: chi paga le spese?
Un imprenditore ha impugnato una sanzione amministrativa. Durante il processo d'appello, la norma su cui si basava la sanzione è stata dichiarata incostituzionale. Di conseguenza, l'ente ha annullato la sanzione in autotutela. La Corte d'Appello ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, decidendo per la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, data la natura eccezionale e sopravvenuta dell'evento che ha posto fine alla controversia.
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Sanzione gioco online: la Cassazione dubita della legge
Il titolare di un'edicola è stato multato con 20.000 euro per aver messo a disposizione dei PC che potevano accedere a siti di scommesse. La Corte di Cassazione, analizzando il caso, ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della legge che impone questa rigida sanzione gioco online. Di conseguenza, ha sospeso il procedimento e ha deferito la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva sulla vaghezza e proporzionalità della normativa.
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Danno comunitario: risarcimento per abuso contratti
La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento per danno comunitario a una lavoratrice del settore sanitario per l'illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite di 36 mesi. La Corte ha stabilito che la successiva assunzione a tempo indeterminato, avvenuta per scorrimento di una graduatoria concorsuale e non tramite una specifica procedura di stabilizzazione, non costituisce una misura riparatoria idonea a escludere il diritto al risarcimento del danno subito a causa dell'abuso.
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Danno micropermanente: la liquidazione corretta
Una paziente, a seguito di un'errata diagnosi di tumore e un intervento non necessario, ha ottenuto un risarcimento. Il caso è giunto fino in Cassazione per stabilire il corretto criterio di liquidazione del danno micropermanente (invalidità al 4%). La Corte ha stabilito l'applicazione obbligatoria delle tabelle ministeriali previste dall'art. 139 del Codice delle Assicurazioni, e non delle Tabelle di Milano, rideterminando l'importo finale. La sentenza chiarisce anche la possibilità di personalizzare il danno per sofferenza morale.
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Incarico dirigenziale sanità: revoca e nuove norme
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca di un incarico dirigenziale sanità da parte di un'Azienda Sanitaria. La decisione si fonda sull'entrata in vigore di una nuova normativa (D.L. 158/2012) che ha modificato le modalità di conferimento di tali posizioni, vietando il ricorso a contratti a tempo determinato ex art. 15-septies D.Lgs. 502/1992. La Corte ha stabilito che, essendo il precedente contratto scaduto dopo l'entrata in vigore della nuova legge, il successivo rinnovo era illegittimo e, pertanto, l'ASL ha agito correttamente annullandolo in autotutela.
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