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Legge 184/1983

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Stato di adottabilità: no al distacco senza veri aiuti
I giudici di merito dichiaravano lo stato di adottabilità di una bambina, escludendo il padre straniero giunto in Italia dopo il parto e respingendo la disponibilità all'affidamento offerta dallo zio materno. La Corte d'Appello motivava la scelta con la passività paterna negli incontri protetti e con le difficoltà relazionali della famiglia materna, negando inoltre un interprete per la perizia psichica. La Corte di Cassazione accoglie i ricorsi del padre e dello zio, cassando la sentenza. I supremi giudici ribadiscono che lo stato di adottabilità è una misura estrema: i servizi e i tribunali devono prima predisporre percorsi di sostegno mirati, frequenze adeguate di incontro e supporti di mediazione linguistica e culturale prima di recidere i legami familiari.
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Adozione coppia omogenitoriale: via libera dalla Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune italiano contro la decisione della Corte d'Appello di trascrivere una sentenza spagnola. Tale sentenza riconosceva l'adozione piena di due minori, cittadini italiani, da parte della partner della loro madre biologica, con cui era unita in matrimonio all'estero. I minori erano nati da procreazione medicalmente assistita. La Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Corte d'Appello e che il riconoscimento di tale adozione da coppia omogenitoriale non è contrario all'ordine pubblico, poiché prevale il 'best interest of the child', ovvero il superiore interesse del minore a mantenere la stabilità dei legami familiari già consolidati.
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Allontanamento ex art. 403 c.c.: il potere del Sindaco
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del provvedimento di allontanamento ex art. 403 c.c. di un minore disposto dal Sindaco, a causa di un grave rischio psicofisico. La Corte chiarisce che tale potere sussiste in via d'urgenza anche se i Servizi Sociali già seguono il nucleo, a condizione che non vi sia un procedimento giudiziario pendente. L'intervento amministrativo è considerato uno strumento residuo ma fondamentale per la tutela immediata del minore.
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Adozione genitore intenzionale: il dissenso non basta
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'adozione del genitore intenzionale in una ex coppia omogenitoriale. A seguito della separazione, la madre biologica aveva revocato il consenso all'adozione. La Corte ha stabilito che tale dissenso non costituisce un ostacolo insuperabile. Il giudice deve valutare se il rifiuto sia contrario al superiore interesse del minore, considerando il progetto genitoriale condiviso e il rapporto affettivo instaurato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Stato di abbandono: valutazione attuale dei genitori
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che dichiarava lo stato di adottabilità di un minore, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dello stato di abbandono deve essere attuale e concreta. I giudici di merito si erano basati su difficoltà passate dei genitori (fino al 2018), ignorando i significativi progressi successivi, come la stabilizzazione lavorativa, la nascita e la cura di altri due figli, e una nuova stabilità familiare. La Suprema Corte ha ribadito che non si può dichiarare l'adottabilità fondandosi esclusivamente su dati superati, ma è necessario verificare la situazione presente e la volontà dei genitori di recuperare il rapporto con il figlio.
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Stato di adottabilità: valutazione attuale è decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava tre minori adottabili, stabilendo che la valutazione dello stato di adottabilità deve basarsi su elementi attuali e concreti. La decisione della corte d'appello, fondata su informazioni datate e senza aver considerato i recenti cambiamenti nella vita del padre, è stata ritenuta illegittima. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto della situazione presente, ribadendo che l'adozione è una misura estrema da applicare solo quando l'incapacità genitoriale è irreversibile e ogni tentativo di supporto è fallito.
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Padre biologico: nullo il processo senza notifica
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità di una minore, stabilendo la nullità dell'intero procedimento. La motivazione risiede nella mancata notifica al padre biologico, la cui identità era nota alle autorità. Questa omissione ha violato il suo fondamentale diritto di difesa e di partecipare a un procedimento che avrebbe potuto estinguere definitivamente il suo status genitoriale. La Corte ha ribadito che l'obbligo di informare il padre biologico è un dovere d'ufficio del tribunale, essenziale per garantire l'integrità del contraddittorio.
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Adozione piena: Cassazione salva i legami affettivi
In un caso di adozione piena di minori, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio di diritto fondamentale. Pur confermando che l'adozione recide i legami giuridici con la famiglia d'origine, ha chiarito che il giudice può e deve valutare, caso per caso, il preminente interesse del minore a conservare relazioni socio-affettive significative e positive con alcuni parenti. La decisione, emessa a seguito di un intervento della Corte Costituzionale, introduce una flessibilità cruciale, distinguendo tra il piano formale-giuridico e quello affettivo-relazionale, ponendo il benessere psicologico del bambino al centro di ogni valutazione.
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Adozione e legami familiari: la Cassazione decide
La Cassazione, con la sentenza n. 11138/2024, ha chiarito i principi sull'adozione e legami familiari. Anche in caso di dichiarazione di adottabilità, i rapporti affettivi con la famiglia d'origine (madre e nonna) possono essere mantenuti se ciò risponde al superiore interesse del minore. La decisione si fonda sulla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 183/2023, che valorizza le relazioni positive preesistenti, rigettando il ricorso del Procuratore Generale che ne chiedeva la recisione.
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Revocazione Cassazione: no all’errore di fatto legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione presentato da una società automobilistica contro l'Amministrazione Finanziaria. La società sosteneva un errore di fatto, poiché la sentenza notificata, non depositata, si trovava nel fascicolo del grado precedente. La Corte ha chiarito che l'omissione del deposito è un onere specifico della parte e che contestare la valutazione giuridica di tale omissione non costituisce un errore di fatto revocatorio, bensì un inammissibile tentativo di riesame nel merito.
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Curatore speciale: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso di adozione 'mite', la Corte di Cassazione ha rilevato la mancata nomina di un curatore speciale per il minore, figura essenziale in presenza di un conflitto di interessi con i genitori. Questo vizio procedurale ha portato la Corte a sollevare una questione di massima importanza. A causa di un contrasto giurisprudenziale interno su quale giudice (primo grado o appello) debba riconsiderare il caso dopo la cassazione, la Prima Sezione Civile ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto uniforme.
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Adozione casi particolari: sì anche con conflitto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che concedeva l'adozione in casi particolari di un minore al genitore d'intenzione, ex partner della madre biologica. La Suprema Corte ha stabilito che né il dissenso della madre biologica né la forte conflittualità tra le parti possono impedire l'adozione, quando questa risponde al superiore interesse del minore di mantenere un legame affettivo stabile e significativo con entrambe le figure genitoriali. Anche un'interruzione dei rapporti, se causata da comportamenti ostat tweetingivi del genitore biologico, non è considerata un fattore decisivo contro l'adozione.
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Sospensione efficacia esecutiva: quando inammissibile
La Corte d'Appello di Lecce ha dichiarato inammissibile un'istanza di sospensione efficacia esecutiva. La decisione si fonda sulla natura dichiarativa della sentenza impugnata, la quale acquisisce efficacia esecutiva solo con il passaggio in giudicato, a differenza delle sentenze di condanna che sono provvisoriamente esecutive.
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