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legge 18 dicembre 2020, n. 173

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26 provvedimenti

Espulsione straniero: quando i legami familiari contano?
Un cittadino straniero, detenuto, ha impugnato il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione, sostenendo che i suoi legami in Italia (un cugino) fossero più significativi di quelli nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'espulsione dello straniero. I giudici hanno ritenuto che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza fosse corretta, poiché la presenza delle figlie nel Paese d'origine e la lontananza del grado di parentela con il cugino in Italia non configuravano una violazione del diritto alla vita privata e familiare del ricorrente.
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Particolare tenuità: no all’oltraggio a P.U.
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Il Tribunale aveva erroneamente applicato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), senza considerare che la legge la esclude esplicitamente quando il reato è commesso contro agenti di polizia giudiziaria nell'esercizio delle loro funzioni. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Telefono in carcere non funzionante: non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di possesso di un telefono in carcere. La decisione si fonda sul fatto che il dispositivo, privo di batteria e scheda SIM, non era concretamente 'idoneo a effettuare comunicazioni' come richiesto dall'art. 391-ter del codice penale. Secondo la Corte, per configurare il reato, il dispositivo deve essere immediatamente utilizzabile, altrimenti il fatto è privo di offensività e non costituisce reato.
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Protezione speciale: ricorso inammissibile per copia
La richiesta di un cittadino straniero per ottenere la protezione internazionale è stata respinta. In seguito al suo ricorso in Cassazione, la Corte ha dichiarato l'appello inammissibile a causa di un vizio procedurale: il ricorrente aveva depositato una copia incompleta del decreto impugnato, impedendo l'analisi di uno dei motivi. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini della protezione speciale, il fattore decisivo è il grado di integrazione sociale e lavorativa in Italia, non un confronto con le condizioni del Paese d'origine.
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Ricettazione telefono carcere: la Cassazione decide
Un detenuto, trovato in possesso di un telefono, patteggia per ricettazione. In Cassazione, lamenta l'errata qualificazione, sostenendo dovesse essere il reato specifico di possesso di telefono in carcere. La Corte rigetta il ricorso, affermando che la qualifica di ricettazione telefono carcere è corretta a causa della clausola di sussidiarietà presente nella norma speciale, che fa prevalere il reato più grave.
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Espulsione straniero: legami familiari e motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino straniero che si opponeva a un decreto di espulsione, sostenendo di convivere con la madre di nazionalità italiana. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Secondo i giudici, non era stata fornita una prova adeguata della convivenza, e il ricorso si basava su censure troppo generiche. La sentenza sottolinea che, ai fini di valutare un'espulsione straniero, non basta affermare l'esistenza di legami familiari, ma è necessario dimostrarne l'effettività.
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