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Legge 18/1980

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Indebito assistenziale: guida alla irripetibilità
La Corte d'Appello di Trieste ha esaminato un caso relativo all'indebito assistenziale richiesto a una cittadina residente all'estero. Nonostante la prova del trasferimento della residenza abituale in Francia, i giudici hanno dichiarato le somme irripetibili. La decisione si fonda sull'assenza di dolo: la beneficiaria possedeva i requisiti sanitari e reddituali e ha agito in buona fede, confidando nella legittimità dell'erogazione basata sul bisogno effettivo.
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Indennità di accompagnamento: il diritto ai ratei
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di un cittadino per ottenere il pagamento dell'indennità di accompagnamento. Nonostante un precedente decreto avesse già accertato i requisiti sanitari e il beneficiario avesse inviato tutta la documentazione, l'ente previdenziale non aveva provveduto alla liquidazione. La sentenza stabilisce che la prestazione decorre dal mese successivo alla domanda e condanna l'ente al pagamento degli arretrati e delle spese legali.
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Vittoria totale ma spese azzerate: stop alla compensazione delle spese di lite
Un cittadino ha richiesto l'accertamento del requisito sanitario per ottenere una prestazione assistenziale dall'ente previdenziale. Il Tribunale ha accolto la domanda, confermando lo stato di salute, ma ha disposto la compensazione delle spese di lite senza fornire alcuna motivazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che la parte totalmente vittoriosa non può subire la compensazione delle spese di lite in assenza di gravi ed eccezionali motivi esplicitamente indicati dal giudice. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato l'ente previdenziale al pagamento delle spese legali sia per la fase di accertamento tecnico sia per il giudizio di legittimità.
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Indennità di accompagnamento: requisiti e diniego
Il Tribunale ha rigettato un ricorso volto a ottenere l'indennità di accompagnamento. Nonostante le patologie dichiarate, il perito medico ha riscontrato una deambulazione autonoma assistita da un bastone e la capacità di gestire gli atti quotidiani, escludendo così i requisiti di totale inabilità previsti dalla legge.
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Vivenza a carico: indennizzo negato senza prova
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare l'assegno 'una tantum' alla vedova di un uomo deceduto a causa di emotrasfusioni infette. Il motivo del rigetto risiede nella mancata dimostrazione del requisito della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal coniuge defunto. La Corte ha stabilito che tale presupposto è ancora essenziale ai fini del beneficio e che la semplice coabitazione non è una prova sufficiente.
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Liquidazione spese legali: calcolo per cause riunite
Un cittadino ha contestato la liquidazione forfettaria delle spese legali dopo la riunione di due distinti ricorsi previdenziali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la riunione di più cause non ne pregiudica l'autonomia. Pertanto, la liquidazione spese legali deve avvenire separatamente per ciascun procedimento, rispettando i minimi tabellari. La decisione del tribunale, che aveva liquidato un importo inferiore alla somma dei minimi, è stata annullata con rinvio.
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Attestazione conformità avvocato: i limiti del potere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27565/2025, ha chiarito i limiti del potere di attestazione di conformità dell'avvocato per gli atti processuali. In un caso relativo a un equo indennizzo, la Corte ha stabilito che l'avvocato non può certificare la conformità di copie digitali estratte direttamente da originali cartacei contenuti nel fascicolo d'ufficio. Tale potere è riservato al cancelliere. L'avvocato può certificare solo copie di atti che detiene in originale o in copia già conforme.
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Spese CTU esenzione: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, pur ottenendo il riconoscimento di un requisito sanitario in una causa contro un ente previdenziale, veniva condannato a pagare le spese della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che le spese CTU godono dell'esenzione prevista per le cause di previdenza e assistenza. La Corte ha ribadito che tali costi rientrano a pieno titolo nelle spese processuali e, pertanto, non possono essere addebitati al cittadino soccombente che possiede i requisiti per l'esenzione.
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