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Legge 179/2002

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TARI rifiuti speciali: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3818/2023, ha stabilito un principio chiave in materia di TARI sui rifiuti speciali. Analizzando il ricorso di un Comune contro un'azienda di riciclo metalli, la Corte ha chiarito che la semplice produzione di rifiuti speciali non assimilati a quelli urbani non comporta un'esenzione automatica dalla tassa. Spetta al contribuente l'onere della prova, ovvero dimostrare di aver provveduto autonomamente allo smaltimento e di aver adibito specifiche aree, in modo continuativo e prevalente, alla produzione di tali rifiuti. La Corte ha accolto il motivo relativo all'omessa valutazione di tale prova da parte del giudice di merito, cassando la sentenza e rinviando per un nuovo esame.
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Assimilazione rifiuti speciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4423/2023, ha accolto il ricorso di tre società contro un Comune, stabilendo un principio fondamentale in materia di tassa sui rifiuti (TARSU). La Corte ha chiarito che l'assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani, decisa da un regolamento comunale, è illegittima se si basa solo su un criterio qualitativo (la tipologia di rifiuto) e non prevede anche un limite quantitativo. Di conseguenza, il regolamento deve essere disapplicato dal giudice. La causa è stata rinviata alla corte territoriale per una nuova valutazione basata su questo principio, applicando la disciplina precedente che prevede l'esenzione dalla tassa per le sole superfici dove si producono esclusivamente rifiuti speciali non assimilati.
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Danno ambientale: quale legge si applica? La Cassazione
Una società energetica è stata ritenuta responsabile per danno ambientale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la legge applicabile è quella in vigore al momento del fatto inquinante e non la normativa successiva. La sentenza chiarisce l'applicazione del principio ratione temporis in materia di danno ambientale.
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Tremonti ambientale: a chi spetta l’agevolazione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15060/2024, ha stabilito che l'agevolazione fiscale 'Tremonti ambientale' è riservata alle imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale della propria attività produttiva. È escluso dal beneficio chi, di professione, si occupa di riparare danni ambientali causati da terzi. La Corte ha ritenuto che un'interpretazione estensiva trasformerebbe l'incentivo in un aiuto di Stato illegittimo. Rigettate anche le eccezioni sulla notifica dell'atto.
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Canone depurazione: non è dovuto se il servizio manca
Un consumatore ha citato in giudizio una società di servizi idrici per ottenere il rimborso del canone di depurazione pagato per dieci anni, sostenendo che il servizio non era stato effettivamente fornito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, ribadendo che il canone depurazione costituisce il corrispettivo per una prestazione specifica. Di conseguenza, se il servizio di depurazione è assente o inadeguato, il canone non è dovuto e l'utente ha diritto al rimborso. La Corte ha inoltre stabilito che il termine di prescrizione per tale richiesta è di dieci anni, non cinque.
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