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Legge 167/2017

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Rimborso costi fideiussione: sì dalla Cassazione
Una società si è vista negare il rimborso dei costi sostenuti per una fideiussione, necessaria per ottenere un rimborso IVA accelerato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33487/2023, ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che il diritto al rimborso costi fideiussione è un principio di portata generale. Tale diritto mira a tutelare l'integrità patrimoniale del contribuente e non è limitato alle sole garanzie prestate in fase di accertamento, ma si estende anche a quelle necessarie per la riscossione di crediti d'imposta, in conformità con i principi del diritto europeo.
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Giudicato lettori universitari: la Cassazione decide
Un gruppo di lettori universitari di lingua straniera, già beneficiari di una sentenza passata in giudicato che stabiliva il loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato e una specifica retribuzione, hanno adito nuovamente la giustizia per ottenere la piena parità economica con i ricercatori universitari, basandosi su normative sopravvenute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il precedente "giudicato lettori universitari" osta a una nuova pronuncia sul medesimo oggetto, poiché le leggi invocate non erano idonee a modificare il rapporto giuridico già definitivamente accertato.
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Retribuzione lettori universitari: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11638/2024, ha rigettato il ricorso di una ex lettrice universitaria in merito alla sua retribuzione. La ricorrente chiedeva che il suo stipendio fosse equiparato a quello di un ricercatore confermato, anche in virtù di nuove leggi. La Corte ha stabilito che la retribuzione lettori universitari, una volta inquadrati come Collaboratori Esperti Linguistici (CEL), è disciplinata dalla contrattazione collettiva e non da un aggancio automatico a quella dei ricercatori. Viene garantito un assegno 'ad personam' per salvaguardare i trattamenti economici più favorevoli maturati in precedenza, escludendo una violazione del diritto UE e la necessità di un rinvio pregiudiziale.
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Anzianità avvocato stabilito: no al cumulo per i cassazionisti
Un avvocato, prima iscritto come 'avvocato stabilito' e poi integrato nell'albo ordinario, si è visto negare l'accesso all'albo dei cassazionisti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19976/2024, ha chiarito che l'anzianità maturata come avvocato stabilito non è cumulabile con quella successiva, poiché le due iscrizioni corrispondono a forme diverse di esercizio della professione basate su titoli differenti. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per ragioni procedurali, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto sull'anzianità professionale.
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Indennizzo vittime reati: la data del 30/06/2005
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di indennizzo presentata dal parente delle vittime di un duplice omicidio avvenuto nell'aprile 2005. Il rigetto si fonda sul limite temporale imposto dalla Direttiva Europea 2004/80/CE e dalle successive leggi italiane di attuazione, che riconoscono il diritto all'indennizzo vittime reati solo per i crimini commessi a partire dal 30 giugno 2005. La Corte ha stabilito che tale data costituisce un limite invalicabile, anche a fronte del tardivo recepimento della normativa da parte dello Stato italiano.
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Trattamento economico lettori: Cassazione chiarisce
Due ex lettori di lingua straniera hanno citato in giudizio un'università per ottenere la ricostruzione della carriera e il trattamento economico equiparato a quello di un ricercatore confermato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la normativa nazionale (art. 26, L. 240/2010) va applicata nella sua parte interpretativa, garantendo la conservazione dei diritti economici già maturati (assegno ad personam) ma non una piena equiparazione retributiva per il futuro, ritenendo tale disciplina conforme al diritto europeo e non discriminatoria.
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Trattamento economico lettori: ricorso inammissibile
Una lettrice di lingua straniera ha presentato ricorso in Cassazione dopo che la Corte d'Appello le ha negato il diritto al trattamento economico di ricercatore confermato per il periodo 2007-2013, diritto che riteneva derivasse da un precedente giudicato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la ricorrente aveva interpretato erroneamente la decisione d'appello e invocato un giudicato basato su una sentenza precedentemente annullata dalla stessa Cassazione. La questione centrale è il complesso quadro normativo sul trattamento economico dei lettori.
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Calcolo TFR e Giudicato Esterno: il caso del lettore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ex lettore universitario per un'anticipazione sul TFR. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: una precedente sentenza tra le stesse parti aveva già definito in modo vincolante i criteri per il calcolo TFR, impedendo un nuovo esame della questione.
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Accordo conciliativo: no all’ultra-attività
Una lavoratrice universitaria ha perso il ricorso con cui chiedeva differenze retributive basate su un vecchio contratto collettivo, richiamato in un accordo conciliativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accordo non poteva garantire l'applicazione perpetua del vecchio contratto, poiché superato da una nuova contrattazione collettiva. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione di cinque anni, e non dieci, per la restituzione dei contributi trattenuti.
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Ricorso per saltum: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per saltum presentato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che tale impugnazione è limitata alle sole violazioni di legge, escludendo una rivalutazione del merito. La motivazione del provvedimento, sebbene in parte 'per relationem', è stata giudicata ampia, logica e frutto di autonoma valutazione del giudice, quindi non meramente apparente.
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Collaboratori Linguistici: no stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16003/2025, ha stabilito che i collaboratori esperti linguistici assunti dalle università dopo il 1995 non hanno diritto alla stessa retribuzione dei ricercatori universitari. Questa pronuncia chiarisce la distinzione fondamentale con gli "ex lettori" di madrelingua straniera, i quali beneficiano di un trattamento economico più favorevole solo in virtù di una normativa specifica volta a sanare una pregressa discriminazione. La Corte ha rigettato il ricorso del collaboratore, confermando che il suo trattamento economico è correttamente disciplinato dalla contrattazione collettiva di comparto.
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Retribuzione collaboratori linguistici: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un ex lettore di madrelingua, ora collaboratore linguistico, che richiedeva un trattamento economico pari a quello di un ricercatore a tempo definito. Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha stabilito che la corretta interpretazione della normativa non prevede un aggancio permanente della retribuzione collaboratori linguistici a quella dei ricercatori. Invece, la legge garantisce la conservazione del trattamento economico più favorevole maturato in precedenza attraverso un 'assegno ad personam', che congela la differenza retributiva al momento del passaggio alla nuova qualifica, escludendo futuri adeguamenti automatici.
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