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Legge 166/2009

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Tutela reintegratoria e cessione d’azienda in crisi
La Corte di Cassazione conferma la tutela reintegratoria per un lavoratore illegittimamente licenziato da una compagnia aerea dopo una cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la reintegrazione deve essere disposta a carico della società cedente, anche se in amministrazione straordinaria, quando questa prosegue l'attività. Si stabilisce inoltre che l'azione del lavoratore verso il cessionario non è soggetta ai brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione di atti specifici.
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Cessione ramo d’azienda: la tutela dei lavoratori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12297/2024, ha stabilito che nella cessione ramo d'azienda da un'impresa in amministrazione straordinaria, la tutela dei lavoratori ex art. 2112 c.c. prevale se l'operazione mira alla continuazione dell'attività e non alla liquidazione. Un accordo sindacale che esclude un dirigente dal trasferimento è stato ritenuto nullo, confermando il suo diritto alla riammissione in servizio e al risarcimento.
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Scientia decoctionis: prova e valutazione in Cassazione
Una società di navigazione in amministrazione straordinaria agiva in revocatoria contro un istituto di credito per pagamenti ricevuti prima dell'insolvenza. La Corte d'Appello rigettava la domanda per assenza di prova della scientia decoctionis, cioè della consapevolezza dello stato di insolvenza da parte della banca. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non è possibile, in sede di legittimità, richiedere una nuova valutazione dei fatti o degli elementi presuntivi già esaminati dal giudice di merito. La decisione sottolinea la distinzione tra un errore di diritto e una diversa interpretazione delle prove, che non può essere oggetto di ricorso in Cassazione.
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Ripristino rapporto di lavoro e cessione d’azienda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19354/2024, ha stabilito un principio cruciale a tutela dei lavoratori: il fallimento del datore di lavoro non impedisce il ripristino del rapporto di lavoro. Se l'azienda viene ceduta, il rapporto, una volta accertata la sua illegittima interruzione, si trasferisce automaticamente al nuovo acquirente. La Corte ha chiarito che la continuità aziendale garantita dalla cessione prevale, assicurando il diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro con il nuovo soggetto giuridico, invalidando le clausole contrattuali che escludevano tale trasferimento se non supportate da specifici accordi sindacali.
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Trasferimento d’azienda: limiti alla deroga al 2112
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel trasferimento d'azienda di un'impresa in amministrazione straordinaria che eroga servizi pubblici essenziali, non è possibile derogare al principio di continuità dei rapporti di lavoro (art. 2112 c.c.) escludendo alcuni dipendenti, se la procedura non ha finalità liquidatoria. La decisione si allinea alla direttiva UE 2001/23/CE, proteggendo i diritti dei lavoratori anche in contesti di crisi aziendale volti alla conservazione dell'attività.
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Concessione contratto: la Cassazione e la competenza
La controversia riguarda una concessione contratto per il servizio pubblico di trasporto marittimo. Una società di navigazione ha chiesto un indennizzo ai Ministeri competenti per le perdite derivanti dalla vendita anticipata di navi, come previsto dal contratto. A seguito di sentenze contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non si è pronunciata nel merito, ma ha affrontato una questione di competenza interna. Ha stabilito che, data la natura della controversia legata a una concessione contratto con la Pubblica Amministrazione, il caso deve essere trattato dalla Prima Sezione Civile, specializzata in materia, rinviando la causa per una nuova assegnazione.
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Trasferimento azienda: la tutela del lavoratore escluso
La Corte di Cassazione conferma il diritto all'assunzione di un lavoratore escluso da un accordo sindacale in un'operazione di trasferimento azienda. Poiché l'attività d'impresa proseguiva e non era cessata, la Corte ha ritenuto inapplicabile la deroga che permette il mancato assorbimento di parte del personale, riaffermando la tutela prevista dall'art. 2112 c.c. anche per le aziende in amministrazione straordinaria.
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