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Legge 1655/1962

5 provvedimenti

Automatismo delle prestazioni: paga l’ente se il datore è moroso
Un lavoratore ha richiesto il pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR). La Corte d'appello ha condannato il datore di lavoro poiché questo non aveva versato i contributi previdenziali alla fondazione previdenziale di categoria. La Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del datore di lavoro. I giudici hanno stabilito che l'ente previdenziale deve comunque erogare il TFR al dipendente, anche in caso di morosità del datore di lavoro. Trova infatti applicazione il principio dell'automatismo delle prestazioni, che tutela il lavoratore garantendogli la liquidazione spettante. L'ente previdenziale potrà successivamente agire contro il datore di lavoro per recuperare le somme non versate, ma non può negare il pagamento al lavoratore.
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Conto individuale previdenziale: quando la liquidazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni lavoratori alla liquidazione del loro conto individuale previdenziale. Il caso riguardava il passaggio di dipendenti da un ente forestale a una nuova agenzia pubblica. Sebbene il rapporto di lavoro non si fosse interrotto, il nuovo datore di lavoro aveva un diverso inquadramento previdenziale (INPS), non essendo un'impresa agricola. La Corte ha stabilito che la cessazione del rapporto assicurativo con il fondo di previdenza originario è condizione sufficiente per ottenere la liquidazione del conto, a prescindere dalla continuità del rapporto di lavoro.
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Iscrizione ente previdenziale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32566/2024, ha stabilito che un'impiegata di un'agenzia forestale regionale, ente pubblico non economico, non ha l'obbligo di mantenere l'iscrizione a un ente previdenziale agricolo dopo il passaggio da un precedente datore di lavoro. La Suprema Corte ha chiarito che per l'obbligo di iscrizione non è sufficiente la natura agricola dell'attività, ma è necessario che l'ente pubblico la eserciti come una vera e propria impresa. Di conseguenza, la cessazione del rapporto assicurativo, anche senza la cessazione del rapporto di lavoro, dà diritto alla liquidazione del conto individuale accumulato.
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Copertura previdenziale: ENPAIA o INPS per enti pubblici?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la corretta copertura previdenziale per i dipendenti di un'agenzia pubblica regionale, succeduta a un precedente ente forestale, è quella gestita dall'INPS e non da un fondo di categoria come l'ENPAIA. La Corte ha chiarito che il passaggio a un ente pubblico non economico determina la cessazione del rapporto assicurativo con il fondo privato, dando diritto alla lavoratrice di ottenere la liquidazione del proprio 'conto individuale', anche in assenza di interruzione del rapporto di lavoro. La decisione si fonda sulla natura non imprenditoriale dell'ente e sulla prevalenza della legge statale in materia previdenziale.
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Obbligo previdenziale nel trasferimento di lavoratori
La Cassazione ha stabilito che, in caso di soppressione di un ente e passaggio ex lege dei dipendenti a un nuovo ente pubblico non economico, l'obbligo previdenziale corretto è quello verso l'INPS e non più verso l'ente previdenziale agricolo. Viene negato il diritto alla liquidazione del "conto individuale" e alla restituzione del TFR, poiché il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni.
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