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Legge 162/2008

5 provvedimenti

Rimborso IRPEF sisma: la Cassazione fissa i termini
Un contribuente colpito dal terremoto del Molise del 2002 ha richiesto all'Amministrazione finanziaria il rimborso IRPEF sisma pari al 60% delle imposte trattenute in busta paga tra il 2003 e il 2007. L'agevolazione è stata introdotta retroattivamente da una legge del 2008, ma la domanda di rimborso è stata presentata nel 2011. I giudici di merito hanno accolto il ricorso del cittadino applicando il termine ordinario di 48 mesi. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: quando il diritto alla restituzione nasce da una norma successiva al pagamento, vale il termine di decadenza biennale a decorrere dall'entrata in vigore della legge di favore. L'istanza era tardiva e il contribuente ha perso definitivamente il diritto al rimborso.
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Sospensione contributi sisma: Cassazione conferma continuità beneficio
Un Imprenditore ha ricevuto una cartella esattoriale dall'INPS per contributi previdenziali omessi nel 2008, contestando la sospensione contributi previdenziali sisma per gli eventi del 2002 a Campobasso. La Corte d'Appello aveva negato il beneficio per una presunta "soluzione di continuità" tra i periodi di sospensione. La Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Imprenditore, ha stabilito che la normativa emergenziale garantiva una continuità del beneficio di sospensione dei versamenti e degli adempimenti connessi fino al 31.12.2008. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per una nuova decisione.
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Sconto contributi post-sisma: è sopravvenienza attiva tassabile
Un imprenditore edile, colpito dal terremoto del 2002, ha beneficiato di uno sconto del 60% sui contributi previdenziali INPS pregressi grazie a una sanatoria speciale. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto le imposte su questo sconto, considerandolo una sopravvenienza attiva tassabile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco. I giudici hanno chiarito che la riduzione del debito previdenziale, precedentemente dedotto come costo dall'impresa, genera una sopravvenienza attiva tassabile nell'anno in cui lo sconto diventa certo (2009). Non esiste infatti alcuna norma speciale che esenti da tasse questo specifico beneficio. Di conseguenza, l'imprenditore ha perso la causa ed è tenuto a pagare le imposte dovute e le spese legali.
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Sopravvenienza attiva: tassabile la cancellazione debiti
Una società di trasporti ha beneficiato della cancellazione parziale dei debiti contributivi in seguito a una legge per le aree colpite da un sisma. L'Agenzia delle Entrate ha tassato tale beneficio come 'sopravvenienza attiva'. La Corte di Cassazione ha confermato la tassabilità, rigettando il ricorso dell'impresa. La Corte ha stabilito che l'annullamento di passività dedotte in esercizi precedenti genera reddito imponibile. L'imponibilità sorge nell'anno in cui il diritto al beneficio diventa certo e determinabile, ovvero quando l'azienda presenta la domanda di adesione, applicando il principio di competenza.
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Dichiarazione omessa sisma: quando la deroga non vale
La Corte di Cassazione ha stabilito che le agevolazioni fiscali per le aree colpite da sisma, che prevedono la sospensione dei termini, si applicano solo agli adempimenti con scadenza all'interno del periodo di sospensione. Nel caso di una dichiarazione omessa sisma, se la scadenza originaria cade dopo la fine del periodo di sospensione, valgono le regole ordinarie. Di conseguenza, una dichiarazione presentata oltre 90 giorni dalla scadenza è considerata omessa e l'Agenzia delle Entrate può legittimamente disconoscere il credito IVA tramite controllo automatizzato.
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