Un'Amministrazione Comunale ha delegato a una società privata la costruzione di un'opera pubblica e le relative procedure di esproprio. La società concessionaria è fallita prima di pagare l'indennizzo da espropriazione ai proprietari dei terreni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di insolvenza del concessionario privato, sorge un autonomo obbligo di garanzia in capo all'Amministrazione delegante, che beneficia dell'opera. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso del Comune limitatamente alla quantificazione del danno: i proprietari richiedenti, possedendo solo una quota di due noni dei terreni, hanno diritto unicamente alla quota proporzionale del risarcimento e non all'intero valore dei beni. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per ricalcolare la somma corretta.
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