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Legge 153/1975

5 provvedimenti

Decadenza e agevolazioni fiscali per imprenditori agricoli
Due contribuenti hanno acquistato un fondo rustico richiedendo l'applicazione delle agevolazioni fiscali per imprenditori agricoli e dichiarando di possedere già la qualifica professionale. I compratori hanno omesso di allegare il relativo certificato al momento della registrazione nel 2008. L'Agenzia delle Entrate ha notificato l'avviso di liquidazione per recuperare l'imposta ordinaria soltanto nel 2013, oltre cinque anni dopo il rogito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che il termine triennale di decadenza per il recupero fiscale decorre dalla data di registrazione dell'atto quando l'acquirente dichiara di essere già in possesso dei requisiti. Il ritardo dell'amministrazione finanziaria ha determinato l'annullamento della pretesa impositiva per intervenuta decadenza.
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Agevolazioni fiscali terreni agricoli: stop al Fisco
Una contribuente acquista terreni agricoli richiedendo le agevolazioni fiscali terreni agricoli e dichiarando il possesso immediato della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale. Il Fisco registra l'atto nel 2009. Successivamente, rilevata l'assenza del certificato comprovante la qualifica, l'Agenzia delle Entrate notifica un avviso di liquidazione nel 2014 per recuperare le imposte ordinarie. La contribuente impugna l'atto eccependo la decadenza triennale dell'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della contribuente. Se l'acquirente dichiara di possedere già i requisiti all'atto della stipula, il Fisco deve pretendere subito il certificato e ha tre anni dalla registrazione per contestare l'omissione. Trascorsi cinque anni, il potere di accertamento è decaduto e la richiesta impositiva viene definitivamente annullata.
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Esenzione IMU aree agricole: statuto errato cancella il rimborso
Una società agricola semplice ha richiesto al Comune il rimborso dell'imposta versata nel 2012 per alcuni terreni coltivati, invocando l'esenzione IMU aree agricole. Il Comune ha rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo che per usufruire dell'esenzione IMU aree agricole non basta che un socio sia coltivatore professionale. È indispensabile che lo statuto della società preveda come oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole. Poiché lo statuto della società comprendeva anche attività immobiliari generiche, il requisito formale è venuto meno. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato definitivamente la richiesta di rimborso della società, condannandola al pagamento delle spese di giudizio.
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Esenzione IMU: lo statuto batte la coltivazione reale
Un'azienda agricola ha richiesto il rimborso dell'imposta versata su terreni coltivati, invocando l'esenzione IMU. Il Comune ha rifiutato il rimborso, sostenendo che lo statuto della società non prevedesse l'esercizio esclusivo dell'attività agricola, includendo anche compravendite immobiliari. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune. I giudici hanno chiarito che, per beneficiare dell'esenzione IMU, non basta che un socio sia imprenditore agricolo professionale. È indispensabile che lo statuto societario indichi l'esercizio esclusivo dell'attività agricola come oggetto sociale. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della società è stata definitivamente respinta.
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Contributi imprenditore agricolo: a chi spetta la prova?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imprenditrice agricola, confermando la sua obbligazione al versamento dei contributi previdenziali. La sentenza stabilisce che, una volta accertati i presupposti per l'iscrizione a una gestione previdenziale, spetta all'interessato dimostrare il loro venir meno. Le dichiarazioni rese agli ispettori dell'ente costituiscono un valido elemento di prova. La Corte ha inoltre precisato che l'ente previdenziale ha autonomi poteri di verifica ai fini contributivi, indipendentemente dalle competenze regionali sulla qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP).
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