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Legge 1397/1960

8 provvedimenti

Iscrizione Gestione Commercianti: la forma non basta, serve il lavoro effettivo
Un Lavoratore ha contestato le cartelle INPS che gli chiedevano contributi per la Iscrizione Gestione Commercianti. L'INPS riteneva che il Lavoratore dovesse iscriversi perché era socio e, per un periodo, anche institore di un'azienda. I giudici di merito hanno però accertato che il Lavoratore non svolgeva un'attività lavorativa abituale e prevalente all'interno dell'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la sola titolarità di cariche sociali non basta per l'Iscrizione Gestione Commercianti se manca l'effettivo svolgimento di un'attività lavorativa personale con i requisiti di abitualità e prevalenza. L'INPS ha perso il ricorso.
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Contributi coadiutori familiari: dipendente batte INPS
L'INPS ha richiesto a una socia di una S.r.l. il pagamento dei contributi coadiutori familiari alla Gestione commercianti per l'attività lavorativa svolta dal figlio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che, sebbene i familiari coadiutori che lavorano abitualmente in una società debbano essere iscritti alla Gestione commercianti, tale obbligo decade se il familiare è già assunto come lavoratore dipendente della stessa società. Nel caso specifico, il figlio risultava regolarmente assunto con contratto di lavoro subordinato. Di conseguenza, l'INPS non poteva pretendere la doppia contribuzione, confermando l'annullamento degli avvisi di addebito.
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Contributi familiari srl: obbligo per il titolare
La Corte di Cassazione ha stabilito che il titolare di una società a responsabilità limitata (s.r.l.) è tenuto a versare i contributi previdenziali per l'attività lavorativa svolta da un familiare coadiutore. La Corte ha cassato una precedente decisione di merito che limitava tale obbligo alle sole imprese individuali o società di persone, affermando un principio valido per tutte le forme d'impresa commerciale in cui si verificano i presupposti per i contributi familiari srl.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Riduzione contributiva: no per società di capitali
Una società di servizi di pulizia a responsabilità limitata si è opposta a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati, sostenendo di avere diritto a una riduzione contributiva in quanto iscritta alla gestione commercianti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale beneficio è riservato esclusivamente a imprenditori individuali e società di persone dove l'elemento del lavoro personale prevale sul capitale. Le società di capitali, come le S.r.l., sono quindi escluse dalla riduzione, indipendentemente dal settore di attività o dall'iscrizione alla gestione commercianti.
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Contributi INPS: reddito da S.a.s. va incluso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un commerciante deve versare i contributi INPS sulla totalità dei suoi redditi d'impresa, includendo anche quelli derivanti dalla partecipazione a una società di persone in cui non svolge attività lavorativa. La Corte ha chiarito che la richiesta dell'INPS non necessita di un preventivo accertamento fiscale, ma si basa sulla corretta applicazione della legge sulla base imponibile contributiva. La decisione riforma la sentenza d'appello che aveva erroneamente annullato la richiesta di contributi per mancanza di prova di un accertamento fiscale.
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Locazione immobili e contributi INPS: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice attività di locazione di immobili di proprietà di una società non costituisce attività commerciale. Di conseguenza, il socio amministratore non è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi alla gestione commercianti dell'INPS. La sentenza chiarisce che per far scattare l'obbligo contributivo, l'attività di locazione immobili e contributi INPS deve inserirsi in un contesto più ampio di prestazione di servizi, come l'intermediazione immobiliare, e non limitarsi al mero godimento del bene.
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Iscrizione Gestione Commercianti: No per mero affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20825/2019, ha stabilito che l'amministratore di una società la cui unica attività consiste nella locazione di immobili di proprietà (mero godimento) non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Commercianti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tale attività non integra i presupposti dell'attività commerciale richiesta ai fini contributivi, a meno che non sia inserita in un più ampio contesto di prestazione di servizi.
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