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Legge 138/1943

6 provvedimenti

Contribuzione previdenziale: enti pubblici contro INPS
L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha richiesto a un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale il pagamento della contribuzione previdenziale per malattia e maternità dei dipendenti. L'ente pubblico si era opposto, sostenendo di non essere un'impresa e quindi di essere esente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto previdenziale, stabilendo che gli enti pubblici economici con autonomia imprenditoriale e gestionale rientrano nella nozione di imprese pubbliche. Di conseguenza, sono pienamente soggetti all'obbligo di contribuzione previdenziale per i propri lavoratori. La Suprema Corte ha quindi confermato la validità degli avvisi di addebito emessi dall'ente previdenziale.
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Contributi previdenziali per malattia e maternità: l’ente pubblico paga
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale il pagamento dei contributi previdenziali per malattia e maternità per i propri dipendenti. I giudici di merito avevano annullato la richiesta, ritenendo che l'ente pubblico non rientrasse nella definizione di impresa soggetta a tale obbligo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici di legittimità hanno chiarito che la nozione di impresa contenuta nella legge va intesa in senso ampio. L'azienda territoriale, configurata come ente pubblico economico con autonomia imprenditoriale e patrimoniale, è pienamente soggetta alla normativa sulle società per azioni ed è quindi obbligata al versamento della contribuzione richiesta. Di conseguenza, l'opposizione dell'azienda è stata definitivamente respinta.
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Contributo malattia: obbligo per enti pubblici?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un Comune a cui era stato richiesto il versamento del contributo malattia per alcuni dipendenti, precedentemente operai del settore edile e poi stabilizzati. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che confermava l'obbligo di pagamento, sottolineando che i giudici non avevano considerato la contestuale e obbligatoria iscrizione di tali lavoratori al fondo pensioni per dipendenti pubblici. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione che chiarisca la compatibilità tra i due regimi previdenziali ed eviti una duplicazione del contributo malattia.
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Contributi malattia enti locali: la Cassazione decide
Un ente locale ha contestato l'obbligo di versare i contributi malattia per dipendenti assunti con CCNL Edilizia. La Corte di Cassazione, con la sentenza 32174/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo che la pretesa dell'istituto previdenziale deve essere rivalutata. Il punto cruciale è l'iscrizione obbligatoria di tali lavoratori alla cassa previdenziale dei dipendenti pubblici, che potrebbe rendere illegittima un'ulteriore richiesta di contributi malattia enti locali, evitando così una duplicazione degli oneri. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Contributi malattia spettacolo: obbligo anche con CCNL
Una società di produzione audiovisiva ha contestato un avviso di addebito dell'INPS per i contributi malattia relativi ai propri dipendenti, sostenendo di essere esonerata in quanto già garante del trattamento economico di malattia tramite Contratto Collettivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8482/2025, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle modifiche legislative introdotte nel 2011, l'obbligo di versare i contributi malattia spettacolo sussiste per tutti i datori di lavoro del settore, indipendentemente da quanto previsto dai contratti collettivi, in un'ottica di omogeneizzazione delle tutele previdenziali.
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Contributi malattia spettacolo: obbligo anche per club
Una nota società sportiva ha contestato un avviso di pagamento per contributi di malattia, sostenendo di essere esonerata in quanto corrisponde l'intera retribuzione ai propri dipendenti durante l'assenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le modifiche legislative del 2011 hanno reso obbligatorio il versamento dei contributi malattia spettacolo per tutti i datori di lavoro del settore, eliminando la precedente esenzione. La decisione si basa su un'interpretazione evolutiva della normativa, che tende a unificare i regimi previdenziali.
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