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Legge 135/2012

40 provvedimenti

Rideterminazione Assegno ad Personam: Università vince in Cassazione
Una professoressa universitaria contestava la **rideterminazione assegno ad personam** da parte dell'Università, che aveva ridotto e chiesto la restituzione di somme relative a un assegno percepito dal 2004. Il Consiglio di Stato aveva confermato la legittimità della riduzione, basandosi su un'interpretazione di norme sul riassorbimento degli assegni. La professoressa ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un "eccesso di potere giurisdizionale" e la violazione del giudicato precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione delle norme da parte del giudice amministrativo, anche se errata, non costituisce eccesso di potere giurisdizionale sindacabile in Cassazione, ma un mero errore di diritto. La professoressa ha perso e deve pagare le spese legali.
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Salvaguardia pensionistica: negato l’accesso anticipato
Un lavoratore collocato in mobilità chiedeva l'accesso anticipato alla pensione avvalendosi del regime di salvaguardia pensionistica introdotto per mitigare gli effetti della riforma previdenziale. Il lavoratore sosteneva di poter fruire delle vecchie regole più favorevoli, nonostante durante la mobilità avesse comunque raggiunto i requisiti previsti dalla nuova legge più restrittiva. L'INPS contestava tale interpretazione, sostenendo che la deroga tutelasse solo chi rischiava di rimanere senza reddito e senza trattamento pensionistico. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'INPS. I giudici chiariscono che la misura speciale protegge esclusivamente chi subisce un vuoto di copertura economica alla scadenza degli ammortizzatori sociali. Chi matura i nuovi requisiti durante la mobilità non ha diritto al vecchio regime previdenziale.
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Contributi trasporto pubblico locale: la Regione non paga l’azienda
Una società concessionaria otteneva un decreto ingiuntivo contro un Ente Regionale per il pagamento di oltre 250.000 euro a titolo di contributi trasporto pubblico locale, legati ai rinnovi contrattuali dei dipendenti. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'Ente Regionale non è tenuto a versare tali somme. Con l'istituzione del Fondo Nazionale unico nel 2012, i finanziamenti specifici per i rinnovi contrattuali sono stati abrogati. Le risorse vengono ora trasferite ai Comuni, che gestiscono i servizi in delega. Pertanto, le pretese economiche delle aziende di trasporto devono essere rivolte esclusivamente all'ente concedente, ovvero il Comune, e non alla Regione.
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Occupazione senza titolo: riduzione indennità P.A.
La Corte di Cassazione chiarisce la decorrenza della riduzione del 15% sulle somme dovute dalla Pubblica Amministrazione per l'**occupazione senza titolo** di immobili privati. Mentre per i contratti di locazione attivi la riduzione scatta dal 2014, per le occupazioni di fatto la decurtazione opera già dal 7 luglio 2012, data di entrata in vigore del d.l. n. 95/2012. La decisione si fonda sulla distinzione tra la tutela dell'autonomia contrattuale e il mero ristoro risarcitorio per utilizzi illegittimi.
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Indennità ferie non godute: doveri del datore di lavoro
Un dirigente in pensione ottiene il pagamento delle ferie residue. La Corte di Cassazione conferma che l'indennità ferie non godute è dovuta se il datore di lavoro non dimostra di aver messo il dipendente, anche se dirigente, in condizione di fruirne. Il rifiuto esplicito del datore rende la mancata fruizione non imputabile al lavoratore, legittimando la richiesta di compensazione economica.
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Indennità ferie non godute: onere della prova del datore
Un dirigente medico si dimette con un cospicuo numero di ferie non godute e l'azienda sanitaria gli nega l'indennità sostitutiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32807/2023, ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che il diritto all'indennità per ferie non godute non si perde con le dimissioni se il datore di lavoro non prova di aver formalmente invitato il dipendente a fruirne, avvisandolo della possibile perdita. Inoltre, la prescrizione del diritto decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Contratto misto: quando si applica la locazione
Una società immobiliare ha costruito un complesso per un ente pubblico, pattuendo un canone di locazione. A seguito dei tagli imposti dalla "spending review", il canone è stato ridotto. La società ha sostenuto che si trattasse di un contratto misto di appalto-locazione, non soggetto ai tagli. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, qualificando l'accordo come locazione di cosa futura, e ha confermato la legittimità della riduzione del canone, poiché l'obiettivo primario dell'ente era l'utilizzo dell'immobile, non la sua costruzione.
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Lavoro pubblico contrattualizzato: ricorso inammissibile
Un lavoratore ha richiesto la conversione del suo rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un consorzio pubblico dopo una serie di contratti di somministrazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, non per il merito della questione, ma per vizi formali nella sua presentazione. L'ordinanza sottolinea che nel lavoro pubblico contrattualizzato, la contestazione di una sentenza richiede argomentazioni specifiche e non generiche, pena l'inammissibilità dell'appello. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale dell'ente è stato dichiarato inefficace.
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Salvaguardia pensionistica: l’onere del lavoratore
Un lavoratore, il cui rapporto di lavoro era cessato nel 2008, ha perso il diritto a un'indennità aziendale pattuita per il caso di slittamento della pensione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, potendo beneficiare di una clausola di salvaguardia pensionistica per evitare il ritardo, la sua mancata richiesta ha interrotto il nesso di causalità, escludendo l'inadempimento del datore di lavoro. Il ricorso del lavoratore è stato quindi respinto.
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Opzione regime contributivo: le nuove regole Fornero
Una lavoratrice ha esercitato l'opzione per il regime contributivo nel 2013, sperando di accedere alla pensione con i requisiti più favorevoli precedenti alla Riforma Fornero. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione, stabilendo che l'opzione esercitata dopo l'entrata in vigore della riforma (d.l. n. 201/2011) modifica solo il metodo di calcolo della pensione, ma non i requisiti di accesso, che restano quelli più restrittivi introdotti dalla nuova normativa.
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Blocco assunzioni pubblico impiego: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il blocco assunzioni pubblico impiego, imposto da leggi di spending review, prevale sul diritto del vincitore di concorso. Il ritardo nell'assunzione da parte della P.A. è legittimo e non genera diritto al risarcimento danni, poiché il diritto all'impiego non è assoluto ma condizionato dalle normative sopravvenute.
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Accertamento studi di settore: la soglia del 10%
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'accertamento studi di settore, chiarendo il presupposto della "grave incongruenza". Il caso riguardava un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società di trasmissioni televisive. La Corte ha stabilito che, sebbene il requisito della grave incongruenza sia necessario, uno scostamento tra reddito dichiarato e quello risultante dagli studi superiore al 10% può già essere un indice di significativa divergenza. La sentenza di merito è stata cassata perché il giudice si era limitato ad escludere la gravità basandosi su una soglia fissa del 20%, senza un'analisi concreta dei fatti e delle prove.
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Errore revocatorio: quando non si può impugnare
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'errore revocatorio, un rimedio eccezionale contro le sentenze definitive. In un caso riguardante un dirigente pubblico che lamentava la mancata assegnazione di un incarico, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. La richiesta si basava sulla presunta errata supposizione da parte dei giudici che al dirigente fosse stato offerto un incarico di studio. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio può riguardare solo la percezione di un fatto incontestato tra le parti, non una questione che è stata oggetto di dibattito nel corso del processo. Poiché l'esistenza dell'offerta era un punto controverso, non si configura la 'svista materiale' richiesta dalla legge.
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Indennità sostitutiva ferie: onere della prova del datore
Un'azienda sanitaria è stata condannata a pagare l'indennità sostitutiva per le ferie non godute a un suo dirigente medico al momento della pensione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che spetta al datore di lavoro dimostrare di aver messo il dipendente nelle condizioni di fruire delle ferie, anche in caso di personale dirigente.
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Pagamento differito TFS: legittimo per esubero
Un ex dipendente pubblico, collocato in prepensionamento a seguito di una dichiarazione di esubero, ha richiesto il pagamento immediato del suo Trattamento di Fine Servizio (TFS). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il pagamento differito TFS è legittimo in casi di pensionamento anticipato. La Corte ha distinto questa situazione da quella del pensionamento per raggiunti limiti di età, dove il ritardo è stato ritenuto incostituzionale. La decisione si fonda sulla necessità di bilanciare i diritti del lavoratore con le esigenze di stabilità della finanza pubblica e sulla natura eccezionale e volontaria (come alternativa alla mobilità) del prepensionamento.
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Assegno ad personam: quali voci sono incluse?
Ex dipendenti di un ente soppresso chiedono di includere nel loro assegno ad personam il TEP e i premi di polizze assicurative. La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che tali voci non hanno natura fissa e continuativa, requisito essenziale per l'inclusione.
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Società pubbliche: i limiti all’indebitamento
La Corte di Cassazione ha chiarito che i limiti all'indebitamento, noti come 'golden rule', non si estendono alle società pubbliche costituite per l'esercizio di servizi pubblici. L'ordinanza annulla la decisione di un tribunale che aveva dichiarato nullo un finanziamento bancario, specificando che è cruciale distinguere tali società da quelle meramente 'strumentali' analizzando il loro statuto sociale. Questa distinzione determina l'applicabilità delle restrizioni sui finanziamenti.
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Golden rule società pubbliche: Cassazione chiarisce
Una banca si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di una società partecipata da un ente locale. Il tribunale aveva dichiarato nullo il contratto di finanziamento per violazione della "golden rule", che vieta agli enti pubblici di indebitarsi per spese non di investimento. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che la golden rule società pubbliche non si applica alle società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici. Queste ultime, infatti, sono espressamente escluse dal divieto e sono soggette alle norme del codice civile, godendo di piena capacità giuridica per contrarre finanziamenti.
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Finanziamento enti pubblici: limiti per società multiutility
La Cassazione chiarisce i limiti del finanziamento a enti pubblici, stabilendo che le società di capitali multiutility non sono soggette al divieto di indebitamento per spese correnti previsto per gli enti territoriali. La Corte ha cassato la decisione che dichiarava nullo un contratto di finanziamento, affermando che tali società godono di autonomia negoziale secondo il codice civile, anche se partecipate da enti pubblici.
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Efficacia retroattiva rendita catastale: la Cassazione
Una società immobiliare ha richiesto il rimborso dell'IMU per il 2012, sostenendo che la rendita catastale, corretta solo nel 2016, fosse errata sin dal 2008. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, negando l'efficacia retroattiva della rendita catastale. La Corte ha stabilito che una rettifica proposta dal contribuente ha effetto solo dall'anno successivo, a meno che l'errore originario non sia imputabile all'Ufficio, circostanza non verificatasi nel caso di specie.
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