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Legge 131/2024

8 provvedimenti

Contratti a termine nulli: la PA perde e paga il danno comunitario
Un lavoratore forestale aveva ottenuto un risarcimento per l'abuso di contratti a termine da parte dell'Amministrazione Regionale, contratti peraltro nulli per mancanza di forma scritta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo un principio fondamentale: la nullità del contratto per un vizio di forma non solo non esclude, ma anzi rafforza la prova dell'abuso. Viene così confermato il diritto del lavoratore a ricevere il cosiddetto **danno comunitario pubblico impiego**. La Corte ha inoltre applicato una nuova legge più favorevole, riconoscendo al lavoratore un'indennità pari a diciannove mensilità. La Pubblica Amministrazione perde la causa e deve risarcire il lavoratore.
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Contratti a termine senza firma: la PA condannata per abuso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per un operaio forestale della Pubblica Amministrazione a causa dell'abusiva reiterazione dei contratti a termine. La sentenza stabilisce un principio cruciale: l'assenza di un contratto scritto, anziché invalidare la richiesta del lavoratore, rafforza la prova dell'abuso da parte dell'ente pubblico. L'amministrazione è stata quindi condannata a pagare un 'danno comunitario', calcolato secondo una nuova legge più favorevole (ius superveniens) entrata in vigore durante la causa. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, consolidando la tutela dei lavoratori precari nel settore pubblico.
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Esenzione ICI: limiti de minimis e scuole paritarie
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un ente ecclesiastico riguardante il diniego dell'esenzione ICI per un immobile adibito a scuola materna. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il beneficio ritenendo l'attività commerciale a causa dell'entità dei ricavi e delle rette versate dagli alunni. La Suprema Corte, pur confermando che l'onere della prova spetta al contribuente, ha cassato la sentenza applicando lo ius superveniens introdotto dall'art. 16-bis del D.L. 131/2024. Tale norma prevede che l'esenzione ICI possa essere mantenuta se l'aiuto di Stato rientra nei limiti del regime de minimis (200.000 euro in un triennio). Il caso è stato rinviato per verificare se i benefici goduti rispettino tale soglia economica.
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Esenzione ICI: regole per scuole e no profit
La Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità della richiesta di un Comune per il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili da parte di un ente religioso. Il cuore della controversia riguarda l'Esenzione ICI per un fabbricato adibito a scuola materna. La Corte ha stabilito che il beneficio fiscale non è automatico ma dipende dalla prova che l'attività sia svolta con modalità non commerciali, ovvero tramite rette simboliche. Inoltre, la sentenza applica le nuove disposizioni sul recupero degli aiuti di Stato, introducendo la possibilità di invocare la soglia de minimis per evitare il versamento delle somme pregresse qualora non superino i 200.000 euro nel triennio.
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Danno comunitario e abuso contratti a termine
Un lavoratore ha agito contro un ente pubblico denunciando l'abuso di contratti a termine durato oltre diciotto anni. Nonostante l'avvenuta stabilizzazione nel 2019, il ricorrente ha richiesto il riconoscimento del danno comunitario per il lungo periodo di precariato. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha rilevato l'entrata in vigore di una nuova normativa (Legge 166/2024) che modifica profondamente il regime risarcitorio, elevando le indennità fino a ventiquattro mensilità. Il Collegio ha quindi rinviato la questione in pubblica udienza per stabilire se il nuovo regime si applichi ai processi pendenti e se la stabilizzazione possa ancora neutralizzare il diritto al risarcimento.
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Contratti a termine PA: risarcimento e stabilizzazione
La Corte di Cassazione esamina il caso di un lavoratore pubblico che, dopo anni di precariato, ha ottenuto la stabilizzazione. Il nodo centrale riguarda l'applicabilità del nuovo regime indennitario previsto dal D.L. 131/2024 per l'abuso dei contratti a termine PA. La Corte ha rinviato la causa in pubblica udienza per chiarire se l'indennità spetti anche a chi è stato assunto a tempo indeterminato e se la norma sia retroattiva.
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Somministrazione a termine PA: Danno senza 36 mesi
La Corte di Cassazione stabilisce che l'abuso della somministrazione a termine PA si configura con la sola violazione dei requisiti di temporaneità, dando diritto al risarcimento del danno anche se non si superano i 36 mesi di contratto. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato il risarcimento basandosi solo sulla durata. La Cassazione cassa la sentenza e rinvia, affermando che la mancanza di cause eccezionali è sufficiente a provare l'illecito.
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Risarcimento danno precariato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una docente al risarcimento del danno per l'illegittima reiterazione di contratti a termine per quasi 27 anni. La Corte ha stabilito che una procedura di assunzione straordinaria, essendo di natura selettiva e non garantendo l'impiego, non costituisce una misura adeguata a sanare l'abuso subito. Pertanto, il Ministero dell'Istruzione è stato condannato a versare il risarcimento danno precariato, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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