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Legge 130/1999

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98 provvedimenti

Prova cessione crediti in blocco: avviso in Gazzetta non basta
Una società finanziaria ha tentato di insinuarsi nel fallimento di un'azienda, sostenendo di aver acquistato i suoi crediti da una banca. La Cassazione ha stabilito che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente come prova della cessione di crediti in blocco. Il creditore che agisce in giudizio deve fornire una prova specifica che il singolo credito richiesto sia effettivamente compreso nel pacchetto ceduto. In mancanza di tale prova, come un estratto del contratto di cessione, la domanda del creditore viene respinta per carenza di titolarità del diritto. La Corte ha quindi confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso della società.
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Cessione in blocco: prova della legittimazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prova della legittimazione del cessionario in una operazione di cessione in blocco può essere fornita tramite l'avviso in Gazzetta Ufficiale. Se l'avviso indica categorie di rapporti che permettono di individuare il credito senza incertezze, non è necessaria una lista specifica dei singoli rapporti. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano erroneamente ignorato i documenti che attestavano il passaggio a sofferenza del credito, elemento decisivo per la sua inclusione nel pacchetto ceduto.
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Cartolarizzazione: prova cessione e abuso del processo
Una società di servizi e i suoi garanti hanno impugnato un decreto ingiuntivo relativo a debiti bancari, contestando la legittimazione della società cessionaria nell ambito di una operazione di Cartolarizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la prova della cessione del credito è una valutazione di fatto riservata al giudice di merito. Inoltre, la Suprema Corte ha ravvisato un abuso del processo, sanzionando i ricorrenti per aver proposto motivi manifestamente infondati e privi della necessaria specificità, confermando la condanna per responsabilità aggravata.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito tramite cartolarizzazione, il nuovo creditore può intervenire nel giudizio di azione revocatoria già avviato dal cedente. L'azione revocatoria è considerata uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale strettamente connesso al credito stesso, configurando quindi una successione a titolo particolare nel diritto controverso. La decisione conferma la legittimità dell'intervento del cessionario anche in grado di appello, respingendo le contestazioni del debitore sulla natura autonoma del diritto all'inefficacia dell'atto dispositivo.
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Alternatività IVA Registro: la guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i decreti ingiuntivi ottenuti da società di cartolarizzazione per il recupero di crediti ceduti devono essere tassati con imposta di registro in misura fissa. Il caso riguardava l'impugnazione di avvisi di liquidazione che pretendevano l'imposta proporzionale al 3%. La Suprema Corte ha applicato il principio di Alternatività IVA Registro, rilevando che le operazioni di gestione e incasso dei crediti cartolarizzati costituiscono prestazioni di servizi finanziari rientranti nel campo di applicazione dell'IVA, seppur in regime di esenzione. Di conseguenza, la condanna al pagamento contenuta nel titolo giudiziale non può subire una doppia imposizione proporzionale.
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Autotutela: stop al contenzioso fiscale in Cassazione
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la banca ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto impositivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Nullità ipoteca per dati catastali non aggiornati
Il Tribunale ha dichiarato la nullità ipoteca e delle relative rinnovazioni su un immobile a causa di gravi errori nei dati catastali. L'iscrizione originaria faceva riferimento a particelle non più esistenti al momento dell'atto, violando il principio di specialità che richiede l'esatta identificazione del bene.
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Cartolarizzazione crediti PA: limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione affronta il conflitto tra la disciplina della cartolarizzazione crediti PA e il potere di rifiuto della cessione previsto dal Codice dei contratti pubblici. Il caso nasce dal rifiuto di un ente sanitario di accettare la cessione di crediti operata da una società verso un veicolo di cartolarizzazione. Mentre la Corte d'Appello ha ritenuto prevalente la normativa speciale sulla cartolarizzazione, la Cassazione ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per la rilevanza nomofilattica della questione.
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Opposizione all’esecuzione: la validità del mutuo
La Corte d'Appello ha rigettato l'appello in un caso di opposizione all'esecuzione promosso da un garante. L'opponente contestava la legittimazione della banca cessionaria e l'idoneità del contratto di mutuo a fungere da titolo esecutivo, definendolo condizionato. I giudici hanno stabilito che la prova della cessione in blocco è valida se integrata da documenti contrattuali e che il mutuo è titolo esecutivo dal momento della disponibilità giuridica della somma.
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Cessione crediti in blocco: guida alla prova legale
La Corte d'Appello ha stabilito che per provare la cessione crediti in blocco non è indispensabile produrre il contratto integrale. La titolarità del credito può essere dimostrata attraverso l'avviso in Gazzetta Ufficiale, la dichiarazione della banca cedente e il possesso del titolo esecutivo, riformando la decisione di primo grado che richiedeva prove più stringenti.
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Inammissibilità appello: le censure devono essere specifiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello di un correntista contro diverse banche. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano specificamente le ragioni della sentenza d'appello, e sull'esistenza di un precedente giudicato formatosi su un decreto ingiuntivo non opposto. Questo caso sottolinea l'importanza di formulare censure precise e pertinenti per evitare una declaratoria di inammissibilità dell'appello.
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Contratto autonomo di garanzia: eccezioni ammesse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10786/2024, chiarisce i limiti del contratto autonomo di garanzia. La Corte ha stabilito che, nonostante l'autonomia della garanzia, il garante può eccepire la nullità delle clausole del contratto principale se questa deriva dalla violazione di norme imperative, come quelle in materia di anatocismo. La pronuncia ha inoltre dichiarato inammissibile l'intervento di una società cessionaria del credito per mancata prova della sua legittimazione, cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Revocatoria fallimentare: la prova della conoscenza
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un pagamento di 425.000 euro effettuato da un'impresa di costruzioni, poi fallita, a una società finanziaria. L'azione di revocatoria fallimentare è stata accolta perché la stessa società creditrice aveva precedentemente presentato istanza di fallimento contro l'impresa, un fatto ritenuto prova inconfutabile della sua conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La Corte ha inoltre respinto le tesi difensive basate sulle esenzioni per i crediti fondiari e per le operazioni di cartolarizzazione, per mancanza di prove adeguate.
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Cessione del credito: prova e oneri per la banca
La Corte di Appello di Perugia interviene su un complesso caso di cessione del credito. La sentenza chiarisce che la pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente della titolarità del credito se le categorie di crediti ceduti sono descritte con precisione. La Corte ha inoltre confermato la validità di una fideiussione omnibus, rigettando la tesi della nullità totale per violazione della normativa antitrust e accogliendo l'appello della società cessionaria.
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Mediazione fideiussione: non è obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26821/2024, ha stabilito che la mediazione obbligatoria non si applica alle controversie relative a un contratto di fideiussione, anche se questo garantisce un debito bancario. Il caso riguardava l'opposizione di un garante a un decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che la fideiussione è un contratto autonomo e non rientra nella categoria dei 'contratti bancari' soggetti a mediazione obbligatoria. Di conseguenza, la Corte d'Appello aveva errato nel dichiarare l'opposizione improcedibile per il mancato esperimento della mediazione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento
Una banca ha visto respingere la sua domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di una data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione ha confermato che, pur potendo provare l'esistenza del rapporto con altri mezzi, la mancanza di data certa sul documento contrattuale rende le sue clausole (come gli interessi convenzionali) inopponibili alla procedura fallimentare. Di conseguenza, il credito può essere ricalcolato considerando solo il capitale e gli interessi legali.
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Cessione in blocco: prova e Gazzetta Ufficiale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28790/2024, ha stabilito che nella cessione in blocco di crediti, la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore contesta l'esistenza stessa del contratto di cessione. In tal caso, il cessionario ha l'onere di fornire una prova documentale del trasferimento. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, in un procedimento fallimentare, non era riuscita a dimostrare l'inclusione del proprio credito nell'operazione di cessione.
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Prova legale cancelleria: il valore dello storico fascicolo
La Cassazione ha stabilito che l'annotazione del deposito di un atto nello 'storico fascicolo' informatico della cancelleria costituisce prova legale. Una Corte d'appello aveva revocato una dichiarazione di fallimento ritenendo incerta la data di deposito di un atto interruttivo della prescrizione. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando il valore probatorio delle registrazioni della cancelleria, che non possono essere superate da dichiarazioni contenute in altri documenti con minore forza probatoria. La prova legale della cancelleria prevale.
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Cessione crediti: la banca acquirente risponde
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che nella cessione crediti in blocco secondo l'art. 58 TUB, la banca cessionaria è tenuta a rispondere delle richieste di restituzione del debitore per somme indebitamente pagate alla banca originaria. Dopo tre mesi dalla pubblicazione della cessione, la responsabilità diventa esclusiva della cessionaria, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di cartolarizzazione.
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Usura bancaria: il calcolo TAEG non cumula interessi
La Corte d'Appello di Napoli ha respinto l'appello di un debitore che contestava un'ingiunzione di pagamento per usura bancaria. La Corte ha stabilito che, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia, è metodologicamente errato sommare algebricamente gli interessi corrispettivi con gli interessi di mora nel calcolo del TAEG, data la loro diversa natura. L'appello è stato ritenuto infondato per la genericità delle allegazioni e l'erroneità del calcolo proposto.
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