La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33437/2024, ha accolto il ricorso di una società contro il diniego di un rimborso IVA. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso basandosi sulla disciplina delle "società non operative", che presume l'inattività in base a ricavi inferiori a una certa soglia. La Suprema Corte, allineandosi alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ha stabilito che la normativa nazionale è in contrasto con il diritto europeo. Il diritto al rimborso IVA non può essere negato solo per il mancato raggiungimento di soglie di ricavi, ma solo in presenza di frode o abuso. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione dei fatti.
Continua »