Un imputato accusato di fabbricazione e detenzione illegale di armi ha concordato con l'accusa una pena complessiva di un anno e un mese di reclusione e mille euro di multa, ratificata dal giudice dell'udienza preliminare. Tuttavia, il calcolo iniziale della sanzione è partito da valori inferiori alla soglia minima stabilita dalla legge speciale per il delitto più grave, che impone almeno tre anni di reclusione e duemila euro di multa. Il Procuratore generale ha contestato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, rilevando un errore insanabile nella quantificazione della pena. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il patteggiamento sotto il minimo edittale rende nullo l'accordo tra le parti. I giudici hanno quindi annullato la sentenza senza rinvio e rimesso gli atti al giudice di primo grado per consentire una nuova formulazione della richiesta.
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