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Legge 11 gennaio 2018, n. 3

5 provvedimenti

Giurisdizione CCEPS: sì alla competenza sui biologi
Una federazione nazionale di un ordine professionale ha sollevato un dubbio sulla giurisdizione della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS) in merito alle elezioni dei propri organi, lamentando l'assenza di rappresentanti della categoria al suo interno. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la giurisdizione CCEPS, poiché una modifica normativa intervenuta durante il giudizio ha sanato la composizione della Commissione, includendo i rappresentanti richiesti e risolvendo così la potenziale questione di costituzionalità.
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Giurisdizione quota albo: è competente il Giudice Tributario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3757/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice tributario. Ha stabilito che la controversia relativa al pagamento della quota annuale di iscrizione all'albo professionale, in questo caso quello degli infermieri, rientra nella giurisdizione del giudice tributario. La Suprema Corte ha qualificato tale quota come una 'tassa', ovvero un tributo, la cui riscossione è finalizzata a finanziare le funzioni pubbliche dell'ente. Di conseguenza, le impugnazioni contro gli atti di riscossione di tale quota devono essere proposte dinanzi alle commissioni tributarie.
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Aggravante professioni sanitarie: rapina in farmacia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4244/2024, ha confermato la condanna per rapina aggravata in una farmacia, chiarendo l'applicazione dell'aggravante professioni sanitarie. La Corte ha stabilito che la circostanza si applica anche quando il reato è commesso "nell'esercizio" della professione, ovvero mentre le vittime sono al lavoro, indipendentemente dal fatto che il movente sia puramente economico. La decisione sottolinea che la norma mira a proteggere i sanitari a causa della particolare esposizione al rischio insita nel loro lavoro.
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Rimborso iscrizione albo infermieri: la Cassazione
Un gruppo di infermieri ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un'azienda sanitaria pubblica, per ottenere il rimborso della tassa annuale di iscrizione all'albo professionale. Sebbene i tribunali di primo e secondo grado avessero dato ragione agli infermieri, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che non spetta alcun rimborso per l'iscrizione all'albo degli infermieri, poiché tale iscrizione non è nell'interesse esclusivo del datore di lavoro, a differenza di quanto accade per gli avvocati dipendenti pubblici. La spesa rimane quindi a carico del singolo professionista.
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Esercizio abusivo professione: pena errata per legge nuova
Un'infermiera, condannata per esercizio abusivo professione dopo la cancellazione dall'albo per mancato pagamento delle quote, ha visto la sua pena annullata dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha erroneamente applicato una legge più severa, entrata in vigore dopo la commissione del reato. La condanna per il reato è stata confermata come irrevocabile, ma il caso è stato rinviato per una corretta quantificazione della sanzione.
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