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Legge 1046/1971

5 provvedimenti

Doppia iscrizione previdenziale: contributi nulli senza avviso
Un professionista chiedeva il ripristino della pensione decurtata dall'ente di previdenza per gli ingegneri a causa di una contemporanea attività di lavoro subordinato con versamenti all'INPS. La Corte d'Appello aveva limitato il potere di revoca dei contributi al solo quinquennio precedente. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la doppia iscrizione previdenziale rende privi di efficacia i versamenti alla Cassa professionale. Il termine di decadenza di cinque anni non decorre se il professionista omette di comunicare all'ente la propria posizione previdenziale presso l'INPS. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione precedente.
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Pensione di vecchiaia: l’architetto vince contro la Cassa
Un architetto, iscritto a Inarcassa nel 1972 e poi diventato dipendente pubblico, ha richiesto la pensione di vecchiaia avvalendosi di una norma transitoria della Legge n. 6/1981. Tale norma permetteva a chi era iscritto prima del 1981 di ottenere la pensione di vecchiaia con soli venti anni di contributi invece di trenta. Inarcassa ha rifiutato la domanda, sostenendo che l'iscrizione dovesse essere continuativa o attiva al momento dell'entrata in vigore della legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Inarcassa, stabilendo che per l'accesso al regime di favore è sufficiente il fatto storico della pregressa iscrizione, anche se non continuativa. L'architetto ha quindi ottenuto definitivamente il diritto alla pensione.
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Indebito previdenziale: la buona fede blocca la Cassa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che chiedeva la restituzione di somme pensionistiche a un professionista. La decisione si fonda sulla valutazione di fatto, insindacabile in sede di legittimità, della buona fede del pensionato al momento della percezione delle somme, ritenute un indebito previdenziale dalla cassa. La Corte ha confermato che l'accertamento della buona fede, operato dalla Corte d'Appello, non può essere rimesso in discussione in Cassazione.
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Iscrizione INARCASSA: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione INARCASSA per un ingegnere, già pensionato, titolare di Partita IVA che esercitava la libera professione. La decisione ribadisce che i tre requisiti fondamentali per l'obbligatorietà sono: l'iscrizione all'albo, il possesso di una Partita IVA e l'assenza di un'altra forma di previdenza obbligatoria derivante da lavoro dipendente. L'effettivo svolgimento di attività riconducibile alla professione, anche se non esclusiva, determina l'obbligo contributivo.
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Statuto cassa previdenziale: la sua natura negoziale
Un professionista ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che lo statuto di una cassa previdenziale privatizzata ha natura negoziale e non di legge. L'impugnazione per errata interpretazione deve basarsi sulla violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale.
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