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Legge 103 del 2017

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31 provvedimenti

Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33190/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato e sottoscritto direttamente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone l'assistenza di un difensore specializzato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone il patrocinio di un avvocato specializzato per il ricorso in Cassazione, e sulla limitata appellabilità delle sentenze emesse a seguito di accordo tra le parti.
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Ricorso inammissibile se firmato dall’imputato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dagli imputati e non da un avvocato abilitato. La decisione, basata sull'art. 613 c.p.p., conferma che la mancanza della firma del legale impedisce la valida instaurazione del rapporto di impugnazione, portando alla condanna degli imputati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale proposto da un cittadino contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la necessaria assistenza di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile imputato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile imputato perché sottoscritto personalmente e non da un avvocato abilitato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per due vizi procedurali decisivi: la sottoscrizione personale dell'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p., e il deposito oltre i termini previsti dall'art. 585 c.p.p. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile imputato: la Cassazione spiega
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile imputato perché proposto e sottoscritto direttamente dall'interessato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. che impone l'assistenza di un difensore abilitato. La decisione sottolinea come questo vizio procedurale impedisca l'instaurazione di un valido rapporto di impugnazione, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto e sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla legge. Questa violazione procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla cassa delle ammende, senza che il merito del ricorso venisse esaminato.
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Ricorso firmato dall’imputato: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché proposto e sottoscritto personalmente dall'imputato. Questa decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza sottolinea l'importanza del patrocinio legale qualificato per il ricorso in Cassazione firmato dall'imputato.
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Ricorso inammissibile firmato dall’imputato: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto direttamente dall'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. come modificato dalla Legge 103/2017. La Corte ribadisce che solo un avvocato abilitato può firmare l'atto, condannando il ricorrente alle spese e a un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: l’imputato non può firmare
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, in violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale. La decisione, presa con procedura semplificata, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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