Due cittadini chiedevano l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un'area antistante la loro proprietà a Roma, utilizzata da anni con tavoli e ombrelloni. Il Comune si opponeva, evidenziando la natura demaniale dell'area e la presenza di un vincolo archeologico. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello respingevano la domanda, ordinando il rilascio dello spazio. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'area, avendo un valore storico e archeologico intrinseco, rientra nel demanio pubblico comunale. Di conseguenza, l'usucapione di beni demaniali è giuridicamente impossibile, poiché tali beni sono inalienabili e non possono essere sottratti alla loro destinazione pubblica, a prescindere dal momento in cui viene formalizzato il vincolo archeologico.
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