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L. n. 389 del 1989

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Minimale contributivo: ore non lavorate ma l’INPS va pagato
L'Azienda ha impugnato una cartella esattoriale dell'INPS che richiedeva il pagamento di differenze contributive. L'ente previdenziale aveva contestato il mancato rispetto del minimale contributivo per il periodo 2004-2008. L'Azienda sosteneva di non dover pagare i contributi per le ore non lavorate dai dipendenti a causa di assenze o sospensioni concordate dell'attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che il minimale contributivo deve essere calcolato sull'orario di lavoro normale stabilito dal contratto collettivo. Le sospensioni concordate tra le parti, prive di una specifica causa di legge o di contratto (come malattia o maternità), non esonerano il datore di lavoro dall'obbligo contributivo minimo. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Minimale Contributivo: Cassazione condanna Cooperativa per contributi INPS
Una Cooperativa applicava un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) meno rappresentativo, versando contributi inferiori al minimale contributivo. L'INPS ha contestato questa pratica, chiedendo le differenze. Dopo un primo grado che ha ridotto l'importo, la Corte d'Appello ha riconosciuto un maggiore debito della Cooperativa. La Cooperativa ha fatto ricorso in Cassazione, sollevando questioni procedurali e sostenendo l'esistenza di un giudicato esterno favorevole. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la contrattazione aziendale non può derogare in peius il minimale contributivo e che i fatti contestati dall'INPS erano stati provati per mancata contestazione.
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Contributi agricoli: si calcola sulle ore lavorate
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33839/2023, ha stabilito un principio fondamentale per i contributi agricoli degli operai a tempo determinato. A seguito del ricorso di diverse aziende agricole contro una pretesa dell'INPS, la Corte ha chiarito che l'imponibile contributivo deve essere calcolato sulla base delle ore di lavoro effettivamente prestate e non sull'orario di lavoro ordinario full-time previsto dalla contrattazione collettiva. La decisione si fonda sulla specificità del lavoro agricolo a termine, le cui norme speciali prevalgono sulla disciplina generale.
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Minimale contributivo: si applica anche in crisi
Una cooperativa sociale in stato di crisi riduceva le retribuzioni dei soci lavoratori, versando i contributi previdenziali in base agli importi effettivamente erogati. L'ente previdenziale contestava tale prassi, esigendo il versamento calcolato sul minimale contributivo previsto per legge. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente, stabilendo che la delibera sullo stato di crisi non può derogare all'obbligo di versare i contributi sulla base del minimale legale, a tutela della posizione previdenziale del lavoratore.
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Minimale contributivo: obbligatorio anche in crisi
Una società cooperativa, in stato di crisi, aveva ridotto la retribuzione dei soci-lavoratori, versando contributi sulla somma inferiore. L'Ente Previdenziale ha contestato la pratica, chiedendo il versamento basato sul minimale contributivo. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che la delibera di crisi aziendale non può derogare all'obbligo di versare i contributi previdenziali calcolati sul minimale retributivo previsto dalla contrattazione collettiva.
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